Voodoo Bar a Roma: un locale dove si pratica anche l'occulto

Guardando un pò le #storie di #instagram di alcuni #attori che seguo sul mio profilo … ho visto spesso che molti di loro frequentano un locale che è anche un ristorante che ha aperto qualche mese fa.

Questo locale prende il nome da un rito tribale come il Voodoo che viene fatto mediante una bambola e degli spilli con l’obiettivo di nuocere la vita di qualcuno.

Ma nonostante il nome mi sono incuriosita nel vedere dove si trovasse questo locale e che tipo di servizio offrisse, visto la numerosa clientela di giovani.

Ed ecco che entrando sul sito vengo a conoscenza di alcune cose molto particolari e direi anche pericolose, per chi non sa gli effetti devastanti che si celano dietro ad esse.

Leggo che all’entrata le ragazze ti chiedono se vuoi il “terzo occhio” e si entra in uno spazio ampio, tra odor di incenso e suoni di sitar. Ma che cos’è il terzo occhio?

In materia occulta il terzo occhio è collegato al sesto chakra, ajna, e alla ghiandola pineale, si dice sia collocato sopra agli occhi al centro della fronte mentre il chakra corrispondente si trova dietro di esso. Il sesto chakra, il cui colore è l’indaco, associato all’intuizione e alla visione, è formato da novantasei petali rotanti, che si trasformano in un vortice turbinante quando il terzo occhio viene aperto. L’apertura del terzo occhio permetterebbe di vedere oltre la forma e rappresenterebbe il presupposto dell’intuito e addirittura della chiaroveggenza.

Si parla sempre di occulto e chiaroveggenza, materie e pratiche del nemico dei piani inferiori.

Ma andiamo avanti.

Il direttore del locale  spiega bene cosa prevede questo luogo di ristorazione, ” Il Voodoo è un locale, ma soprattutto un luogo di incontro. Una “piazza” free entry dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 3 e dal sabato alla domenica dalle 17 alle 4 del mattino, dove è possibile bere un cocktail, mangiare seduti o in formula street, farsi fare un massaggio shiatsu, meditare, farsi leggere le rune (o i tarocchi, o la mano), assistere ad un live. O tutte le cose insieme.”


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