A volte le crisi matrimoniali servono per ritrovarsi nella coppia. Leggete quest'incredibile storia!

Ogni giorno era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente. Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera. Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi…si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse: ”I miei vestiti mi vanno grandi,”. Lì mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perchè mi sembrava così leggera! Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…troppo dolore e troppa sofferenza pensai. Senza accorgermene le toccai i capelli…nostro figlio entrò all’improvviso nella nostra stanza e disse: ”Papà è arrivato il momento di portare la mamma in braccio (per lui era diventato un momento basilare della sua vita). Mia moglie lo abbracciò forte ed io girai la testa…ma dentro sentivo un brivido che cambiò il mio modo di vedere il divorzio. Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo…la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata …mi venne da piangere!

L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi: ”Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te…Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina…mia moglie restò a casa. Mi diressi verso il posto di lavoro…ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai…scesi e corsi sulle scale…lei mi aprì la porta e io le dissi: ”Perdonami…ma non voglio più divorziare da mia moglie…lei mi guardò e disse: Ma sei impazzito? Io le risposi:” No…è solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato…ma ora ho capito i veri valori della vita, dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tirò uno schiaffo e entrò in casa sbattendomi in faccia la porta. Io scesi le scale velocemente, andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori. Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto? Le dissi: ”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finchè morte non ci separi”

Arrivai di corsa a casa…feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca…ma mia moglie era a terra…morta!. Stava lottando contro il cancro…ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene. Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo…si un mese…affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio…affinchè nostro figlio non subisse traumi…affinchè a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre. Questi sono i dettagli che contano in una relazione…non la casa…non la macchina…non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice…ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore. A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.


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