Questo tema mi ha colpito molto, è stato affrontato in questi giorni durante un omelia di un anziano sacerdote, il quale legandosi al Vangelo del giorno, ha affrontato il tema molto attuale e quotidiano (perchè sarà capitato a tutti) di incontrare persone molto curiose che ci riempiono di domande anche sulla nostra vita privata, come comportarci d’innanzi ad essi? Dicendo bugie pur di non svelare il nostro privato o comunque rispondendo sempre con verità? Ovvio che Dio è verità e la bugia rimane sempre bugia. Ma è anche vero che la curiosità viene dal diavolo.

Quindi ci sono dei modi di dire la verità che non richiedono le bugie ma che allo stesso tempo  preservano la nostra vita privata e ciò che non vogliamo dire:

  1. rispondere col silenzio alle domande curiose (io non sono tenuta a raccontare i fatti miei)
  2. rispondere ad una domanda curiosa con un ulteriore domanda -battuta.

Facciamo un esempio pratico: io sto andando a trovare un amica e per strada incontro una persona curiosa che vuole sapere a tutti i costi dove mi sto recando. Le rispondo che sto andando nelle vicinanze senza specificare esattamente dove. In quel caso ho detto la verità ma senza entrare nei particolari.

Come possiamo ben notare in questi due modi non è prevista la bugia (le bugie sono sempre e comunque un peccato perchè derivano dalla menzogna) ma allo stesso tempo ho salvaguardato la mia vita dalle persone curiose.

Devo dire che personalmente non sono riuscita mai a rapportarmi con i curiosi, non ho mai avuto pronta la risposta che devia la domanda e non ho mai risposto con il silenzio, anzi ho sempre soddisfatto la curiosità altrui, rendendomi conto di non aver salvaguardato me stessa e di aver dato soddisfazione al curioso di turno.

Ma questa riflessione mi è stata di aiuto come spero lo sia anche per voi.

W la verità sempre e comunque!

Rita Sberna


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