Un anno di Roberto Bignoli in cielo: intervista esclusiva mai pubblicata!

Ormai è da tantissimi anni che sei cantautore di musica cristiana. Perché hai deciso proprio adesso di scrivere un libro in cui racconti tutta la tua vita nel dettaglio?

Devo dire che è stata la provvidenza che ha portato verso di me questa proposta editoriale. A casa mia, grazie a degli amici, si è presentata l’Editor della Piemme, la quale mi ha fatto la proposta del libro, e di conseguenza io ho dato il mio consenso.

Chiaramente con tutte le mie riserve perché non essendo il cosiddetto “VIP o BIG”, trovavo un po’ strana e bizzarra questa richiesta, infatti la casa editrice Piemme associata alla Mondadori, è una grande casa editrice per un piccolo artista come me,  quindi ho accettato questa specie di scommessa, come dono della provvidenza e come seme di speranza da poter divulgare ….. adesso vedremo come andrà a finire e che cosa succederà… Chiedo solo la grazia di rimanere il più possibile coerente e umile .

 

Nel libro fai riferimento a Medjugorje, non come luogo di fenomeni soprannaturali (il sole, i segni nel cielo) ma come luogo in cui il cuore entra a stretto contatto con Dio e parli soprattutto della bellezza di Maria. Cos’è che ti piace di Lei?

Ho cercato come hai detto tu, di non evidenziare quelli che sono i segni soprannaturali che spesso sono racconto di migliaia di persone alle quali non tolgo la gioia di un emozione o di un incontro personale e intimo. A mio parere i segni non sono così importanti come è importante invece la Chiesa e il grande richiamo alla confessione che si sente in quel luogo.

La chiesa ti offre e ti dona degli strumenti per cui tu incontri veramente il Signore e Maria, ti metti in gioco e approfondisci il tuo cammino di fede o cerchi tra mille difficoltà, contraddizioni e fatiche, di capire cosa la Madonna vuole quando ti chiama in quella terra.

Certo ho incontrato Maria, Maria, è questa Madre straordinaria che sta cercando di risvegliare tutte le nostre coscienze. Sta cercando di indicarci la strada, di correggerla e farci capire il valore della carità, della solidarietà, il valore della preghiera e del vangelo, tutti quei valori che noi abbiamo perso o stiamo perdendo. Maria l’ho incontrata nella preghiera, nella confessione, nella Messa, nei volti delle persone, nelle lacrime e nei sorrisi, nelle strette di mano, nella solidarietà, nella carità, nell’amore, nella pace, nel scoprire che è in mezzo a noi in ogni momento.

Molto spesso ci facciamo un vangelo a nostra immagine e somiglianza che si discosta da quella che è la vera indicazione di Maria, la vera centralità: dobbiamo veramente capire che il centro è Cristo :  l’ Eucaristia, stare davanti all’Eucaristia e pregare ti fortifica , ti cambia, vivere i sacramenti ti rinnova, questo è un percorso inevitabile.

E’ una scuola, o forse una sorta di palestra, che giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza, acquisisci e impari ed arricchisce la tua esistenza, e una volta che entra nel tuo cuore, non puoi nasconderla o tenerla per te, ma senti che devi annunciarla, testimoniarla e donarla.

La cosa importante è camminare insieme perché è attraverso il cammino insieme che si è comunità, quindi credibili e vincenti. Da soli non si va da nessuna parte.

La condivisione poi diventa anche una ricchezza per te che scopri attraverso le esperienze altrui nuovi punti di vista o intuizioni.

C’è un tema molto importante che hai affrontato nel corso delle pagine: La Famiglia. Oggi ci sono le cosiddette “famiglie allargate”.

Qual è il segreto per tenere unita la famiglia?

Credo che il segreto sia l’amore. Quando viene a mancare l’amore si annulla tutto e di conseguenza tutto si divide, si perde e si distrugge. Quando due persone si uniscono in Chiesa, davanti a Dio e agli uomini, questa unione diventa un si, che prevede momenti di gioia e festa ma anche la consapevolezza che in quel si, ci possono essere anche dei momenti di smarrimento, di delusione, di sofferenza, di contraddizione, ma è la forza dell’amore di Cristo che ti aiuta a superarli e a vincerli, se tu rimani nella grazia del sacramento, l’Amore non muore.

Senza quell’amore tra me e mia moglie, la famiglia non sarebbe credibile anche se spesso amo dire che non esiste la famiglia del “Mulino Bianco”.

Nelle famiglie ogni giorno ci sono  difficoltà, gioie, momenti di contraddizione, e tanti imprevisti  ma c’è sempre la possibilità di superare tutto tenendo sempre presente che è la fede nel Signore che fa tutto, e quindi questa fede va domandata in continuazione, perché noi siamo deboli, questo ci permette sempre di guardare prima all’altro che a noi stessi , e quindi ci ricorda che abbiamo unito le nostre vite, ma che ci sono anche  quelle dei nostri figli e che ne siamo responsabili, pertanto non possiamo dimenticare di far crescere l’amore dentro le nostre famiglie.

Il sacramento del Matrimonio è un dono di Dio per poterlo comprendere possiamo prendere come esempio la Sacra Famiglia, il Signore, infatti, ci ha dato un modello da imitare, un quadro a cui dobbiamo far riferimento, pur vivendo umanamente.

Gli strumenti indispensabili per vincere le debolezze umane, sono la Santa Messa, l’adorazione Eucaristica, la confessione, la penitenza, la recita del rosario, che ci permettono di rafforzare e tenere salda la nostra famiglia. La famiglia è come una piccola chiesa che va curata perché non si spenga la luce che ne esce e che l’alimenta, quando viene a mancare tutto questo, la famiglia spesso perde la sua identità e si allarga al mondo.

In questo scritto, hai riportato i testi di alcune tue canzoni. Qual è la canzone che ti rappresenta di più?

Non  c’è una canzone che mi rappresenta più di un’ altra , ogni canzone è il riflesso di una parte del mio vissuto, di vita ,di preghiera, di incontri , certamente quello che desidero trasmettere è un messaggio di speranza, di luce e credo fermamente che la croce, di cui spesso nelle mie canzoni si parla , è quella croce che nessuno vorrebbe ma nel momento che viene accettata per amore di Gesù in modo straordinario diventa leggera , diventa come un segno di amore, di ringraziamento e di appartenenza. D’altronde ogni cristiano non può dimenticare le parole di Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (8,34)” che si traduce in : Se tu vuoi seguire le mie orme, sulle tue spalle porta il peso della tua croce, vieni e seguimi e insieme camminiamo verso la salvezza e la speranza”.

Ecco che la croce diventa una grande grazia. La mia disabilità può essere parte di quella croce che oggi mi rende più sereno e più felice e più uomo rispetto a quando non l’accettavo.


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here