Quando sentì cosa avevamo fatto si arrabbiò molto e rispose: “Il diavolio è come un cane legato, non può farvi nulla se non vi avvicinate troppo per stuzzicarlo. Ora lo avete fatto”.  “Ci disse che, comunque, avrebbe operato per noi. Quella notte la ragazza “vittima” non avrebbe dovuto dormire nella sua stanza ma insieme a noi, porte e finestre chiuse. E dovevamo recitare il rosario ad alta voce. L’incubo iniziò a notte inoltrata. Non voglio raccontare i particolari, dico solo che lei andò in trance almeno 4 volte e ognuna sembrava stesse per morire. Lottava contro qualcosa, si stringeva le mani al collo, aveva una forza inaudita per noi che cercavamo di aiutarla a liberarsi dalle sue stesse mani. Parlava in maniera sconnessa. Gridava. Fu orribile.

Il prete ci chiamò durante la notte. Disse che sapeva, che stava cercando di aiutarci anche a distanza. Ci disse di pregare e chiese a lei di lottare, di mandare via tutto ciò che gli venisse in sogno. L’ultima trance fu la più brutta. Lei lottava disperata, noi riuscivamo a vedere la scena come fosse reale. Continuavamo a pregare e a piangere. Alla fine pensammo che avesse finalmente vinto. Si rilassò e la voce divenne diversa, come di bimba che canta una dolce ninna nanna. Si svegliò come nulla fosse mai successo. In realtà lei ricordava molto poco. Tutto finì la per fortuna. Non ho mai più rifatto una seduta”.

La “vittima” non è stata rintracciabile in quanto le giovani hanno oramai lasciato l’università e si sono divise. Fonte. Retenews24


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