Introduzione

Una storia incredibile ma reale

 

“Iniziò tutto per gioco, non credevo in queste cose finché non ho visto”. Lisa ha la voce tremula, sguardo perso nei ricordi di adolescente universitaria in una città lontana dalla sua. Napoletana, aveva deciso di studiare a Perugia Scienze della comunicazione ed è da li che inizia il suo racconto. Primo anno, prime amicizie, voglia di sperimentare, di libertà.

“Un giorno per gioco provammo a fare una seduta spiritica con alcune amiche. Io non credevo a queste cose e volevo dimostrare come fosse impossibile senza trucchi”. Scenario comune, senza esperti che ti guidano, classiche lettere ritagliate e disposte a cerchio e tappo di bottiglia nel centro. Dito appoggiato e invocazione all’anima. “Se qualcuno vuole comunicare con noi ci parli attraverso il cerchio”. Queste le parole che pronunciò una delle ragazze per cominciare la seduta. “Inizialmente nulla, il tappo restava fermo, poi improvvisamente iniziò a muoversi e ad andare sempre più veloce. Provammo a togliere il dito una per volta per assicurarci che nessuna lo stesse muovendo. Ma continuava la sua “corsa”. Eravamo eccitate, spaventate e divertite al contempo ma tutto cambiò quando la meno “credente” provò a invocare il nonno morto”.

TU MORIRAI. Queste la frase che fu composta dalla presunta anima. PRENDERO’ IL TUO POSTO.
Come? Perché? Chi la può salvare? Spaventate iniziammo a fare domande a raffica senza avere risposta, il tappo era fermo. Dopo poco riprese a muoversi: E’ ANDATO, SOLO LA PIETA’ DIVINA. Queste le ultime parole.

“Impaurita io avevo tolto il dito e mi ero allontana, lo stesso avevano fatto le altre tranne la diretta interessata. Alla fine il tappo fece un balzo e uscì fuori dal cerchio. Prendemmo tutto e bruciammo ogni cosa. Continuavamo a ripeterci che era tutto uno scherzo, che niente era accaduto per davvero. Ma una delle ragazze conosceva bene un prete esorcista delle sue zone. Lo chiamammo “per precauzione”.


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