Testimonianza da Medjugorje:

TI scrivo perché vorrei gridare al mondo la mia felicità, oggi che dopo tante lotte, ho incontrato Maria e Gesù; vorrei dire ai giovani di non arrendersi mai perché anche in questa terra di morte e di desolazione vive, nascosto ai nostri cuori duri, il Regno di Dio.

Ho avuto una vita travagliatissima sin dall’infanzia, gli anni più importanti per la mia crescita fisica-psichica e spirituale li ho vissuti con un tossico-dipendente e nelle sue crisi di astinenza, nel suo vomito, nel suo sangue, quando faceva a botte con “amici” per una dose, nella sua e nella mia impotenza di fronte ad un problema così schiacciante, posso dire di aver visto l’inferno, mi svegliavo la mattina con la netta impressione essere già morta. Dopo tante peripezie, che non sto qui a raccontare, a 21 anni rimasi incinta e fra pianti, paure, disperazione decisi di abortire. Da quel preciso istante caddi in una depressione e angoscia a parole inesprimibili. Iniziai a prendere pillole per dormire e il giorno bevevo continuamente per dimenticare, per sfuggire alla realtà, perché da lucida avevo paura di tutto, degli uomini, del mondo, della mia stessa ombra.


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