foto da pixabay

E’ un’allarme recentemente lanciato dall’ospedale Bambin Gesù:“I giovanissimi si tagliano e tentano il suicidio: mai così tanti”.

I giovani da quasi un anno a causa della pandemia stanno soffrendo, si sono isolati costretti a stare a casa e a non avere relazioni sociali, stanno sempre attaccati al pc e al telefonino, non dialogano più, si sono chiusi in un mondo virtuale che alla lunga li porta in uno stato di profonda sofferenza o peggio ancora di disperazione.

Il responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Stefano Vicari, con dati alla mano dimostra la tragica situazione che coinvolge tantissimi giovani: “Dal mese di ottobre ad oggi, quindi con l’inizio della seconda ondata, abbiamo notato un notevole rialzo degli accessi al pronto soccorso con disturbo psichiatrico, nel 90% sono giovani tra i 12 e i 18 anni che hanno cercato di togliersi la vita . Se nel 2019 gli accessi al pronto soccorso erano stati 274, nel 2020 abbiamo superato quota 300. Mai come in questi mesi, da novembre a oggi, abbiamo avuto il reparto occupato al 100 per cento dei posti disponibili, mentre negli altri anni, di media, eravamo al 70 per cento. Ho avuto per settimane tutti i posti letto occupati da tentativi di suicidio e non mi era mai successo. Al pronto soccorso si registra un ricovero al giorno per ‘attività autolesionistiche’”.

I giovani a causa dell’emergenza Covid sono stati dimenticati e messi da parte, invece sappiamo bene che per loro è molto importante essere messi al centro dell’attenzione ed essere coinvolti nelle varie opportunità della vita. Questa pandemia sta disastrando psicologicamente molti ragazzi, non possiamo che pregare affinche Dio possa far cessare presto questa brutta situazione di “emarginazione e solitudine” ancora più dannosa del Covid19 stesso.

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