mani con croce

Introduzione

 

Questa è la storia della signora Nadia che apparteneva a una famiglia tradizionalmente cattolica: preghiere quotidiane, messa festiva, confessione frequente, comunione settimanale.

 

Il marito, commerciante d’alto livello, condivideva la fede e le pratiche della moglie.
Vincendo il dispiacere di non poter avere figli, si decisero di adottare una bambina e un bambino, che furono loro assegnati dal Tribunale dei minori.

Questo fu l’inizio di gelosie da parte di stretti familiari, che temevano perdite di aiuti economici e che contavano su prospettive di eredità.

Il fratello di Nadia aveva sposato una donna con forti tendenze allo spiritismo e alla stregoneria.

L’inizio di tutto

Nel 1978 iniziarono per Nadia disturbi di salute, che turbarono le sue precedenti buone condizioni.
Erano colpiti particolarmente il cuore, il fegato, la milza.
Le cure mediche non diedero né guarigione né sollievo.
Poi incominciarono difficoltà d’ordine spirituale: difficoltà a pregare, rifiuto dell’Eucaristia, tentazioni di bestemmie contro il Crocifisso e la Vergine, veri e propri blocchi che impedivano di partecipare a funzioni religiose e a prediche.

Nell’estate del 1988 Nadia dovette sottoporsi all’operazione di asportazione della cistifellea; l’intervento non diede i risultati sperati e il medico curante consigliò una cura termale.
Qui Nadia accusò forti disturbi, per cui ricorse al medico locale.
Il medico intervenuto, dopo aver sentito bene la storia dei mali della paziente e dopo averla visitata, le chiese se era credente.
Alla risposta affermativa, disse decisamente: «Ciò di cui lei soffre va oltre la scienza medica; le consiglio di consultare un sacerdote e, se vuole, gliene indico uno non lontano da qui, che mi sembra adatto al suo caso».

Il sacerdote aiutò Nadia nella preghiera, la incitò alla lotta spirituale a cui è chiamato ogni cristiano militante, e fece su di lei delle preghiere di liberazione.
Evidentemente queste preghiere, ripetute in più occasioni, suscitarono delle reazioni tali da insospettire il sacerdote, che diede questo consiglio: «Lei ha bisogno di un sacerdote esorcista.
Ne faccia richiesta al suo vescovo e, se non ha fortuna, si rivolga ad un altro vescovo vicino».

Quando i coniugi ritornarono a casa, si informarono subito presso la curia vescovile e fu loro indicato l’esorcista diocesano.

L’incontro con l’esorcista

Questi li ricevette a casa sua, il 16 agosto 1988.
Dopo un esame approfondito, che richiese tre incontri, il sacerdote procedette a preghiere di liberazione volte a spezzare i legami tra Nadia e le persone che le erano nocive: un’amica, che era gelosa per i figli che Nadia era riuscita ad adottare e voleva farla passare per pazza; la cognata dedita alla stregoneria; alcuni domestici che i coniugi avevano assunto per una loro casa di campagna.

Questa casa di campagna era circondata da un ampio terreno agricolo e vi si sentivano strani rumori.
Si venne a sapere che i precedenti proprietari erano membri di sette sataniche, per cui partecipavano o addirittura ospitavano in casa riti magici e messe nere.
Si procedette all’esorcismo della casa e gli oggetti che parvero sospetti vennero esorcizzati e bruciati.
In questo modo la pace ritornò in quella casa, ma continuarono i «blocchi» che impedivano a Nadia di recarsi in chiesa, di comunicarsi, di pregare, di leggere la Parola di Dio.
Dopo una nuova ricerca di discernimento condotta anche con la collaborazione dello psichiatra che aiuta abitualmente l’esorcista diocesano, il sacerdote decise di esorcizzare Nadia.

Dopo i primi esorcismi non vi furono miglioramenti riguardo ai blocchi spirituali; ma le reazioni della paziente dimostrarono con ancor più chiarezza l’assenza di sintomi di patologia psichiatrica, mentre invece le reazioni sataniche emersero in progressivo aumento, fino a far diventare Nadia furiosa, in modo da dimostrare tutta la forza della possessione da cui era stata colpita.

L’esorcismo

L’esorcista, seguendo i metodi da lui collaudati, si rivolgeva ai diversi demoni per spezzare i legami occulti esistenti tra ogni persona negativa e Nadia.

Nadia reagiva fortemente all’invocazione dei nomi di Maria Santissima, dei santi Pietro e Paolo, di S. Michele, e degli altri nomi che il sacerdote invocava: p. Pio, Giovanni Paolo II, il Curato d’Ars…

Molti esorcisti sono soliti farsi dire, dalle persone che benedicono, quali sono i santi di cui sono più devote.
Poco per volta Nadia ha ritrovato una maggior facilità alla preghiera e alla comunione eucaristica.

Bisogna riconoscere che le ha giovato moltissimo l’aiuto di suo marito che prega con lei, partecipa agli incontri di preghiera, interviene quando si accorge che la moglie ne ha bisogno.

In questi casi è molto importante che una persona sia sostenuta da qualcuno accanto, che l’aiuti.


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