Ho partecipato ad una delle tante #puntate del #programma televisivo #Mediaset, #Forum. Vi è stata una causa in cui una figlia, ha condotto il medico che ha seguito durante la malattia, sua madre, per accusarla di non averla informata del reale stato di salute di quest’ultima.

Si parlava di terapie alternative ma meglio ancora di medicina quantistica. La figlia ripeteva con decisione che se sua madre avesse saputo di essere in uno stato di salute grave, magari l’avrebbe convinta a trascorrere gli ultimi mesi della sua vita, regalandole una crociera.

Nel corso della trasmissione, è emerso fuori una tematica scioccante e disgustosa ( per i miei gusti ): l’eutanasia ed il suicidio assistito, chiamato oggi “accompagnamento alla morte”.

Devo dire che nel corso della discussione, ero molto contrariata d’innanzi a ciò che sentivo per il semplice fatto che l’uomo non può permettersi di prendere decisioni che spettano soltanto a colui che ci ha chiamati alla vita (come ben sappiamo non abbiamo scelto noi di nascere) c’è stato qualcuno che ci ha chiamati, quel qualcuno è Dio.

Quello che mi chiedo e chiedevo, confabulando con qualcuno è: Chi siamo noi per decidere che un fratello debba morire? Soprattutto dov’è scritto che la morte è una soluzione terapeutica? Aggiungo anche che la “sofferenza” fa parte della vita!

Forse se ci ricordassimo che Gesù prima di Risuscitare è passato sulla via del calvario, che l’ha portato sopra la Croce, capiremmo di più le nostre sofferenze. Tutti passeremo per la via del calvario prima di raggiungere la Gloria.

Questi discorsi cominciano ad essere un pò “scomodi” o “irragiungibili” nel momento in cui l’uomo non mette Dio ma mette Io!

Rita Sberna

 

 


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