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I dati sono allarmanti: più di 6 milioni di italiani soffrono di disturbi psichiatrici. Alessandra Lancellotti, psicoterapeuta, orienta la cura verso Dio.

 Una delle frasi di Sant’Agostino è «Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te» racchiude una grande verità anzi, molto profonda. Se il nostro cuore non riposa in Dio, è sempre inquieto mentre essendo stati creati ad immagine e somiglianza del Padre, la vera Pace la si trova soltanto riposando in Lui.

Oggi però molta gente è inquieta, essere inquieti vuol dire in fin dei conti essere alla ricerca, cercare qualcosa o forse qualcuno che appaghi o trasformi questa inquietudine in profonda pace. Però oggi l’inquietudine ha una sfaccettatura negativa, le persone inquiete sono le persone senza una meta, un equilibrio, degli obiettivi da raggiungere … persone che non sanno nemmeno il perché della loro esistenza.

Sant’Agostino completa la frase citata sopra dicendo: Di’ all’anima mia: «La salvezza tua io sono!». Dillo, che io l’oda. Ecco, le orecchie del mio cuore stanno davanti alla tua bocca, Signore. Aprile, e di’ all’anima mia: «La salvezza tua io sono». Rincorrendo questa voce, io ti raggiungerò, e tu non celarmi il tuo volto.

Il nostro traguardo dovrebbe essere quello di stare a tu per tu con Dio, è questa la chiave di lettura della dottoressa Alessandra Lancellotti, psicoterapeuta, che ha costatato i dati allarmanti di persone che soffrono di depressione in Italia e in Europa.

Bernardo Carpieniello, presidente della Società italiana di Psichiatria, afferma che il 10% degli italiani ha avuto almeno un evento patologico nella sua vita. Più di 6 milioni di italiani soffrirebbero di disturbi psichiatrici. Negli ultimi 10-15 anni, la malattia è aumentata del 3%.

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La psicoterapeuta Alessandra Lancellotti, attribuisce alla depressione, la nostalgia di Dio: “Il punto è lo slegamento dell’uomo moderno da Dio, dall’Entità superiore, un essere umano separatosi dalla sua natura stessa. Una società liquida quella attuale, dove non ci sono riferimenti valoriali definiti, ma una melassa di falsi idoli e un terreno fertile per il male oscuro e la malattia insita dell’uomo con la distanza dalla sua Origine. […] Dopo Nietsche Dio è morto e cosi con l’Illuminismo, la nostalgia di Dio fa ammalare.”

La stessa dottoressa ha trovato un nesso tra “umore- tumore”. Ovvero, l’umore incide tanto nell’aggressività del tumore: «È stato provato scientificamente – racconta la dottoressa Lancellotti – che le persone che hanno un proprio credo riescono ad avere difese immunitarie più forti perché sviluppano noradrenalina ed endorfina sostanze che stimolano la piacevolezza» (da Il Giornale).

Ovviamente affidarsi alla fede non significa escludere le cure mediche ma è un supporto in più (da non sottovalutare) alla terapia.

Inoltre la Lancellotti aggiunge: «Se abbiamo fiducia, coraggio, fede riusciamo a superare anche battaglie che la medicina non può contrastare se non è aiutata da una consapevolezze psicologica e mentale dell’’individuo. Sono fattori che servono molto più delle vitamine ed è dimostrabile come malattie terminali come la Sla o la sclerosi multipla vengano affrontate meglio dalle persone che hanno un forte credo. Non solo, ma è dimostrato che anche in casi molto gravi vivono più a lungo i soggetti che si sostengono e sono sostenuti dalla propria fede».

 


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