Foto di David Jenne da Pixabay

Dicono che questo microchip servirà un pò a tutto: consentire l’accesso ai dispositivi digitali, aprire la porta di casa e dell’ufficio, fare acquisti e perchè no! Essere schedati con tutto il resoconto dei vaccini effettuati. Insomma per qualcuno sarebbe una figata! Ma se ci pensiamo meglio, potrebbe essere un ulteriore controllo della popolazione.

Alcuni non fanno altro che pensare al “Marchio della bestia” e come ben sappiamo, il nemico è bravo a presentare tutto molto bello, utile, comodo … però poi dietro ci sta sempre una subdola fregatura! Ma sarà veramente il marchio della bestia?

Se leggete il brano dell’Apocalisse esattamente al (13,16) ”Inoltre obbligo tutti piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte, nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio cioe’ il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome” sembrerebbe per molti, fare riferimento proprio all’installazione del microchip.

Se ci pensiamo bene, chi ci dice che sia realmente il microchip il marchio della bestia? Al giorno d’oggi, molti segni possono diventare di appartenenza a satana. Pensiamo, a quanti tatuaggi  riportano segni tribali e della new age che nell’alfabeto satanico stanno a significare un elogio al maligno o peggio un’appartenenza a qualche setta.

Mettiamo caso che il microchip diventerà obbligatorio: la domanda da porsi è “cosa toglie alla mia fede?”

In Svezia dicono che questo microchip è per “un futuro a portata di mano” per questo è stato proposto anche in Italia, la Biohax, startup fondata dallo svedese Jowan Österlund nel 2013,  sta lavorando per creare accordi e fornire servizi di questo tipo anche nel nostro Paese. Mattia Franzoni, CEO Biohax Italia, è infatti tra i cento connazionali che hanno scelto di farsi impiantare il chip alla stregua di un piercing.

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Ecco cosa dichiara Franzoni al BTO2020, evento leader dedicato al binomio turismo e tecnologia «Me lo sono fatto impiantare quattro anni fa tra l’indice e il pollice e non ho mai avuto problemi. A una settimana dall’inserimento con una siringa, il corpo lo ingloba con il collagene. E dimentico di averlo».

Franzoni inoltre vuole rassicurare gli “impauriti ” e dichiara: «Alle persone spaventate posso dire che il chip non ha il GPS e viene alimentato quando viene letto dal lettore, quindi non può venire rintracciato e non emette frequenze elettromagnetiche. Il prossimo passo è diventare banca online». Il tutto per «comodità, sicurezza e praticità».

Alessandro Meluzzi, in questi giorni ha rilasciato un’intervista, nella quale dice che piuttosto di farsi mettere il microchip, preferisce la morte!

 


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