Come si può accettare la morte di una figlia o un figlio?

#Assunta risponde a questa domanda.

Dopo la dipartita di mia figlia, la mia risposta istintiva a quella domanda è stata “e perché non a me? Chi sono io per esserne esclusa? Perché le tragedie le devono subire sempre e solo gli altri?”

Se ripenso ai mesi, ai giorni prima di quel fatidico giorno 7 gennaio 2011 tante cose mi hanno fatto pensare che la mia anima sapeva, inconsciamente ero già preparata, di conseguenza con l’anima di mia figlia ci eravamo salutati.

Mi piace pensare che sono una scintilla Divina, un essere di Luce, che ha scelto di nascere su questa terra scegliendo i miei genitori, permettendomi di fare le mie esperienze sia di gioia che di sofferenza.

La risposta sta tutta in una sola parola “evoluzione”.


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