foto da pixabay

Padre Michael Rennier ha scritto una bella riflessione dando dei consigli su come reagire agli insulti ricevuti.

Ho trovato molto interessante uno scritto di padre Michael Rennier, il quale affronta la questione degli insulti, dando consigli alle anime su come reagire e comportarsi quando come si suol dire “s’incassa il colpo” senza aspettarselo.

Padre Michael si ritiene bravo a rispondere agli insulti, dice di averlo imparato con il tempo. Quando viene insultato non si sente minimamente toccato e non risponde mai con una replica. Io sono sincera, non sempre riesco a farlo!

Ma padre Michael, dice di avere imparato da sacerdoti più anziani perché spesso i sacerdoti sono i primi ad essere insultati, specialmente oggi che ogni scusa è buona per avercela con la Chiesa e con i preti.

Ovviamente non si nasce con questa capacità – puntualizza padre Michael – e dà un messaggio di coraggio, quello che tutti possono imparare ad avere questa padronanza di se stessi d’innanzi agli insulti.

Non vengono insultati solo i sacerdoti, tutti possiamo essere insultati e noi stessi probabilmente abbiamo insultato qualche volta, qualcuno.

A volte gli insulti detti in momenti di rabbia hanno distrutto amicizie e famiglie. Un insulto può causare un disastro!

Certi insulti intaccano l’identità di una persona e la definiscono, per questo sono così dannosi al punto da distruggere famiglie e rapporti di amicizia.

Secondo padre Michael, il segreto per non essere “intaccati” dagli insulti è sapere bene chi siamo, solo così avendo fiducia in se stessi si è in grado di farsi scivolare ogni insulto senza rimanerne intaccati.

Le persone che insultano, sono persone arrabbiate, dubbiose e ferite quindi l’insulto diventa un problema non per chi lo riceve ma per chi lo lancia.

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Se si ha fiducia e si conosce bene la propria personalità e identità, questo aiuta molto a ricevere la sostanza dell’insulto con calma e serietà. Bisogna andare avanti senza starci a pensare, a volte gli insulti fanno crescere la persona e l’aiutano a migliorarsi.

L’esempio di san Giovanni Maria Vianney

Nel 1818, ebbe il suo primo incarico nella parrocchia di Ars, in Francia. Da poco aveva superato gli esami in seminario, e i suoi superiori non lo consideravano tanto al punto da mandarlo in un piccolo villaggio dove così, non avrebbe potuto fare tanti danni.

Poco dopo il suo arrivo, gli altri sacerdoti iniziarono a lamentarsi di lui, definendolo ignorante.

I sacerdoti fecero partire una petizione da dare al vescovo, in modo da mandarlo via da lì. Accidentalmente la petizione arrivò alla rettoria di Vianney e lo stesso santo vide la firma dei suoi confratelli e così si accorse dell’insulto. Lui stesso firmò la petizione e la inviò al vescovo.

Continuò a lavorare crescendo in saggezza, e presto divenne famoso per i consigli che elargiva alle anime. Non si preoccupava dell’insulto ma lo trasformava in sostanza per crescere e farne un punto di forza.

Prendersi del tempo

Quando ci insultano, non dobbiamo subito rispondere perché presi da sentimenti negativi saremmo portati a dire cose sbagliate dettate dall’istinto. Bisogna prendere il giusto tempo per pensare e riflettere su cosa dire.

La vita è un dono di Dio e sarebbe sprecata spenderla per stare dietro agli insulti, quest’ultimi non devono trascinarci nel fango ma prendendo esempio dai santi, devono diventare il nostro punto di forza per migliorare la nostra identità.

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna

 

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