Ormai da quasi un mese mi sono catapultata nel mondo delle “mamme” fatto di pannolini, allattamento, piccoli e grandi sacrifici e anche tanto affetto. I neonati non sanno ancora parlare e quindi l’unico loro modo per comunicare e dire che ci sono, l’unico modo per protestare quando hanno fame o hanno bisogno di affetto è proprio il “pianto”.

Secondo alcuni studi il bambino impiegherà 3 anni per capire che le persone che si prendono cura di lui, desiderano educarlo e gli vogliono bene. Inoltre, i primi mesi non ha la consapevolezza di avere una mamma e un papà ma il suo attaccamento alla madre è dettato da un istinto, dall’odore, dal ricordo della voce materna ecc …

Il punto di questa riflessione è il “bisogno di affetto”: tutti i bambini hanno paura dell’abbandono e della solitudine per tanto cercano il contatto ecco perchè a volte nella culla strillano e piangono perchè loro non sanno di trovarsi all’interno di una culla e quindi piangono per attirare l’attenzione di qualcuno.

I bambini che sono a contatto con la madre, tra le sue braccia sono bambini a cui viene stimolata la voglia di vivere.

Ma esiste una “pedagogia nera” che direbbe tutto il contrario: cioè sostiene la teoria del non contatto,ovvero trattare il proprio bimbo con l’unico scopo di farlo diventare “asservito al genitore”.

Tra questa pedagogia nera, c’è la teoria di lasciar piangere il bambino che in culla protesta, altrimenti se lo si consola si cederebbe a viziarlo. Ma ovviamente questa teoria è solo dannosa per il bambino e per il rapporto madre-figlio.

Grazie a Dio esiste anche la Teoria dell’attaccamento: i bambini vanno ascoltati. Va data loro attenzione e va dato peso al bisogno di contatto e di ascolto. Questo per innumerevoli motivi, uno dei quali è la necessità che il bambino in questo modo, cresca sicuro di sé.

Faccio un esempio: se io mi lamento del fatto che sto male e soffro, mi rivolgo alla persona che potrebbe abbracciarmi e consolarmi e questa mi ignora, sicuramente in me non crescerà la fiducia.

Se invece sto male e la persona che mi ascolta mi bacia, mi abbraccia e mi consola, sicuramente imparerò a volermi bene e avrò fiducia in me stessa e negli altri.

I primi 3 anni di vita del bambino sono fondamentali!!!

Per essere genitori non è necessaria un’età specifica ma lo spirito di sacrificio, il mettere se stessi al secondo posto, lasciando spazio al bisogno dei figli.

Direi di lasciar perdere alcune teorie pedagogiche e di agire secondo il proprio cuore che sicuramente non ha teorie ma ha tanto amore.

 


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