Ecco ciò che scrive sulla sua pagina facebook, Roberto Saviano, accumulando il consenso e il plauso di povere anime vuote come la sua:

“Scegliere di abortire non è commettere un omicidio, ma esercitare un diritto inalienabile.
Sono giovani, sono donne, sono polacche e lottano per i loro diritti.
Ieri in Polonia è stato sciopero generale per la protesta nera, la #CzarnyProtest.
Le donne polacche sono scese in piazza perché il Parlamento non ha solo respinto la proposta di legge sulla legalizzazione dell’aborto, ma ha preso la peggiore delle direzioni possibili: quella del divieto totale.
Oggi in Polonia si può abortire solo in caso di stupro, di malformazione del feto e di pericolo la vita della madre, ciò non significa che negli altri casi non si abortisce, ma che lo si fa clandestinamente. Aborto clandestino vuol dire macello, vuol dire interventi fatti senza alcuna sicurezza, vuol dire complicazioni, vuol dire morte.
La maggior parte degli stupri avvengono in famiglia o tra conoscenti e molto spesso non vengono denunciati, per abortire invece è necessario presentare denuncia. Ecco perché la maggior parte delle donne che restano incinte in seguito a stupro si sottopongono a pratiche inimmaginabili. Oggi La Stampa racconta la storia di Maria, stuprata dal fratello di suo padre. Quando scopre di essere incinta dello zio, ingurgita prima veleno e pasticche e poi si rivolge a una clinica clandestina dove la fanno abortire con una gruccia di alluminio, di quelle che si usano nelle lavanderie.

Questo tema, a noi italiani, dovrebbe essere caro, perché, nonostante l’aborto sia legale, le difficoltà che le donne italiane trovano oggi ad abortire sono immense. L’obiezione di coscienza, imposta ai ginecologi più che liberamente scelta, in un Paese dove i padiglioni degli ospedali pubblici e laici sono intitolati a santi, è una piaga che rende la 194 la più tradita delle leggi. E la cosa che mi stupisce più di tutte è che quando faccio questo genere di post, molte donne, moltissime ragazze, rispondono che “aborto è omicidio”. Mi capita di vedere i loro profili, spesso si tratta di ragazze e ragazzi giovanissimi che forse non sanno quanto le loro nonne abbiano lottato per avere diritto ad abortire. Queste ragazze e questi ragazzi non sanno che ciò che ha portato alla legge sull’aborto che oggi abbiamo in Italia sono state le sofferenze immense subite da chi abortiva clandestinamente. Queste storie le vostre nonne le conoscono ma non ve le racconteranno mai per non farvi soffrire, per proteggervi. Sappiate, però, che mai legge fu più necessaria di questa perché le conseguenze del sesso, per la donna, non costituissero l’ennesima tortura”.

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Da persona umana e da cattolica a favore della vita, dico che Roberto Saviano dovrebbe semplicemente VERGOGNARSI per spingere migliaia di donne a commettere il brutto omicidio dell’aborto. Qui si parla dell’uccisione di milioni di bambini innocenti. Questa è la strage degli innocenti e prima o poi tutti ci presenteremo d’innanzi a Dio, pagando per le nostre azioni e ricevendo il premio o la pena eterna.

Rita Sberna

 


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