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Dopo questa vita, chi andrà all’inferno?

È opportuno, anche, ricordare qui, quanto la Chiesa ha sempre insegnato e ha recentemente ribadito nel Concilio Vaticano II:
«Dio stesso non è lontano dagli altri che cercano un Dio ignoto nelle ombre e nelle immagini, poiché egli dà a tutti vita e respiro e ogni cosa (cfr. Atti 17,25- 28), e, come Salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvi (cfr. lTm. 2,4). Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, e tuttavia cercano sinceramente Dio, e con l’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di Dio conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna. Né la Divina Provvidenza nega gli aiuti necessari per la salvezza a coloro che, senza colpa da parte loro, non sono ancora arrivati ad una conoscenza esplicita di Dio, e si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro, è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione al Vangelo, e come dato da Colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita» (Conc. Vat. II, Lumen Gentium, n. 16). Fonta. Medjugorje.altervista.org


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