Il Purgatorio secondo Sant’Alfonso Maria de Liguori

Un altro episodio si legge nella vita di San Alfonso dei Liguori. Parla di una santa religiosa, di nome Suor Caterina di Sant’Agostino, che aveva la bella abitudine di pregare per le anime del Purgatorio sia che le avesse conosciute sia che le fossero ignote.

Nella città in cui la suora viveva c’era una donna nota per la sua pessima condotta. Si chiamava Maria. Quando la donna morì, tutti pensavano che fosse dannata, tanto che al suo funerale parteciparono poche persone più per un riguardo ai parenti che per la preghiera per l’anima della defunta. C’è da aggiungere che neppure Suor Caterina si preoccupò di pregare per lei, poiché anche lei riteneva che la defunta Maria si trovasse tra i dannati.

Trascorsero quattro anni. Un giorno la pia suora vide in visione un’anima del Purgatorio, la quale disse: “Suor Caterina, tu hai la pia abitudine di pregare per i defunti. Noi ti ringraziamo. Non fare eccezioni per me” “E tu chi sei?”, le chiese, allora, la suora.
“Sono la povera Maria, morta abbandonata da tutti e poi dimenticata”
“Ma che cosa dici? Ma, allora, sei salva?”.
“Sì sono stata salvata per intercessione della Madonna. Mi sono accorta che stavo per morire da sola e senza aiuto, così mi sono rivolta a Lei, dicendole: ‘O mia regina! Rifugio dei peccatori e degli abbandonati. Guarda al mio stato di completo abbandono in questo momento e porgimi il Tuo aiuto!’


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