Pope Francis boards his airplane on the occasion of his trip to Africa, at Rome's Fiumicino International Airport, 25 November 2015. ANSA/Osservatore Romano/ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING

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Inizia il viaggio di Papa Francesco in Africa. L’aereo del Pontefice, decollato stamattina da Fiumicino è atterrato all’aeroporto internazionale “Jomo Kenyatta”.

Sarà per lui la prima visita assoluta in un paese africano. Le successive mete sono Entebbe (Uganda) il 27 novembre e Bangui (Repubblica Centrafricana) il 29 novembre. Il viaggio apostolico si concluderà il 30 novembre con l’arrivo alle ore 18.45 all’aeroporto di Roma Ciampino.

Lombardi, no nuovi motivi allarme  – “Non ci risultano elementi nuovi di preoccupazione per cui il programma continua ad essere quello previsto. Il Papa spera vivamente di portare il suo messaggio di pace”. Così padre Lombardi, Direttore della sala stampa vaticana, ha commentato ieri l’allarme lanciato dai servizi francesi riguardo ai rischi legati alla visita di papa Francesco nella Repubblica Centrafricana.

Per Francesco sarà la sua prima volta nel continente africano e porterà la sua parola di incoraggiamento e speranza a Kenya, Uganda e Centrafrica. Nel videomessaggi alle popolazioni che si appresta a incontrare dice: “Verrò da voi come messaggero di pace”: Papa Francesco si rivolge così agli abitanti della Repubblica Centrafricana, la tappa più a rischio fin dall’inizio. Ma Bergoglio ha fortemente voluto questa visita ed è lì, nella capitale Bangui, che anticiperà l’apertura dell’Anno Santo il 29. Nel videomessaggio Francesco infatti conferma: “Avrò la gioia di aprire per voi, un po’ in anticipo, il Giubileo della Misericordia, che sarà per tutti, mi auguro, l’occasione provvidenziale per un autentico perdono, da ricevere e da dare, e un rinnovamento nell’amore”. E poi aggiunge: “Sarò pronto a sostenere il dialogo interreligioso per incoraggiare la convivenza pacifica nel vostro Paese. So che è possibile, perché siamo tutti fratelli”.

Ansa.it


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