Indulgenza plenaria per le donne che hanno abortito e si sono pentite e per i carcerati. Validità dell’assoluzione dei peccati se impartita dai lefevbriani.

Una sorta di “vademecum” sull’Anno Santo della Misericordia cheè iniziato l’8 dicembre e terminerà il 30 novembre 2016, nei suoi aspetti più spirituali e che coinvolgono più da vicino i fedeli. Lo ha inviato Papa Francesco a monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova evangelizzazione, esaminando nel dettaglio, con qualche elemento di grande respiro, come i credenti possono vivere l’esperienza della misericordia di Dio, «la quale a tutti va incontro con il volto del Padre che accoglie e perdona, dimenticando completamente il peccato commesso» (Avvenire, 1 settembre). 

LE DONNE PENTITE DI AVER ABORTITO
Uno dei gravi problemi del nostro tempo, sostiene Bergoglio, «è certamente il modificato rapporto con la vita. Una mentalità molto diffusa ha ormai fatto perdere la dovuta sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita. Il dramma dell’aborto è vissuto da alcuni con una consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo male che un simile atto comporta».

Molti altri, invece, «pur vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra strada da percorrere. Penso, in modo particolare, a tutte le donne che hanno fatto ricorso all’aborto. Conosco bene i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che è un dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa».

Ciò che è avvenuto, sottolinea il papa, «è profondamente ingiusto; eppure, solo il comprenderlo nella sua verità può consentire di non perdere la speranza. Il perdono di Dio a chiunque è pentito non può essere negato, soprattutto quando con cuore sincero si accosta al Sacramento della Confessione per ottenere la riconciliazione con il Padre».

Anche per questo motivo, Papa Francesco ha deciso, «nonostante qualsiasi cosa in contrario», di concedere a tutti i sacerdoti per l’Anno Giubilare «la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono. I sacerdoti si preparino a questo grande compito sapendo coniugare parole di genuina accoglienza con una riflessione che aiuti a comprendere il peccato commesso, e indicare un percorso di conversione autentica per giungere a cogliere il vero e generoso perdono del Padre che tutto rinnova con la sua presenza».

Va precisato che quella concessa da Papa Francesco è una dispensa del tutto eccezionale. Il Codice di diritto canonico prevede che ci siano dei peccati che i semplici sacerdoti non possono assolvere e quindi bisogna ricorrere ad un penitenziere maggiore. L’aborto è uno di questi, e l’assoluzione è riservata al vescovo o a un confessore da lui delegato (Aleteia, 13 aprile 2015).

Per farsi assolvere dai peccati riservati al vescovo si ricorre al canonico penitenziere che si trova in ogni Chiesa cattedrale. Per un antico privilegio mai revocato possono assolvere dall’aborto anche i sacerdoti religiosi degli ordini mendicanti come domenicani, francescani, agostiniani e carmelitani.

Nell’ambito del Giubileo Papa Francesco ha deciso di estendere a tutti i sacerdoti la possibilità di assolvere le donne pentite.

L’INDULGENZA PER I DETENUTI
Il Giubileo, prosegue il pontefice, «ha sempre costituito l’opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto». A loro «giunga concretamente la misericordia del Padre che vuole stare vicino a chi ha più bisogno del suo perdono».

Nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza, «e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà».

OK ALL’ASSOLUZIONE DEI LEFEVBRIANI
Mano tesa anche ai lefevbriani. «Un’ultima considerazione è rivolta a quei fedeli che per diversi motivi si sentono di frequentare le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X. Questo Anno giubilare della Misericordia non esclude nessuno. Da diverse parti, alcuni confratelli Vescovi mi hanno riferito della loro buona fede e pratica sacramentale, unita però al disagio di vivere una condizione pastoralmente difficile»

Francesco confida che nel «prossimo futuro» si possano trovare «le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della Fraternità». Nel frattempo, spiega il Papa, «mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli, per mia propria disposizione stabilisco che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati».

LE PRECISAZIONI DI LOMBARDI SU ABORTO E CARCERATI
Padre Federico Lombardi – direttore della Sala stampa vaticana – ha precisato due aspetti. Sul fronte dell’indulgenza ai detenuti, non si tratta di un appello di carattere giuridico alle autorità italiane. «Se volesse chiedere l’amnistia, lo farebbe con altre modalità» (La Repubblica, 1 settembre).

Il direttore della Sala Stampa ha evidenziato, inoltre, che la decisione del Papa di estendere nell’Anno giubilare a tutti i sacerdoti la facoltà di perdonare le donne che si sono pentite di aver abortito, «vuole essere un segno di estensione della manifestazione di misericordia in termini più accessibili e disponibili da parte della Chiesa: non è un’attenuazione del senso di gravità del peccato. I sacerdoti che preparano la confessione devono far capire la gravità di questo crimine e aiutare a comprendere in un percorso di conversione».

sources: ALETEIA


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