Padre Slavko: Riflessioni sul senso dei segreti

Pedagogia materna
Per me stesso è la pedagogia materna emersa con le apparizioni ciò che riesco ad accettare più di ogni altra cosa. Ogni madre potrebbe ad esempio dire al proprio figlio: se sarai bravo durante la settimana, ci sarà una sorpresa per te domenica.
Ogni bambino è curioso e vorrebbe conoscere subito la sorpresa della mamma. Ma la mamma vuole innanzitutto che il figlio sia buono ed ubbidiente e per questo gli dà un certo intervallo di tempo dopo il quale lo ricompenserà. Se il figlio non sarà bravo, allora non ci sarà nessuna sorpresa ed il bimbo forse dirà che la mamma ha mentito. Ma la mamma voleva solo indicare una strada e chi attende solo la sorpresa, ma non accetta la strada, non potrà mai capire che tutto era vero.
Per quanto riguarda i segreti che la Madonna ha affidato ai veggenti di Medjugorje, può accadere che essi non debbano conoscere il loro contenuto al 100%.
Nella Bibbia il profeta Ezechiele parla di un grande banchetto che Dio prepara per tutti i popoli di Sion: tutti verranno e potranno prendere senza pagare. Se qualcuno avesse avuto la possibilità di chiedere al profeta Ezechiele se si trattava di quel Sion che hanno conosciuto, sicuramente avrebbe detto che si trattava proprio di quello. Ma Sion anche oggi è ancora un deserto. La profezia è risultata giusta, ma vediamo che lì non c’è alcun banchetto, ma Gesù nel Tabernacolo è questa nuova Sion.
L’Eucaristia in tutto il mondo è il Sion dove gli uomini giungono per partecipare al banchetto che Dio ha preparato per tutti noi.

La giusta preparazione
Relativamente ai segreti è senz’altro meglio non voler indovinare qualcosa, poiché non se ne ricava nulla. È meglio recitare un Rosario in più, piuttosto che parlare dei segreti. Attendendo con impazienza la rivelazione dei segreti, se potremo prepararci o se ci raggiungeranno, dobbiamo tenere conto che non si tratta del nostro egoismo. Ogni giorno ci sono catastrofi, inondazioni, terremoti, guerre, ma finché non ne sono personalmente coinvolto, il problema per me non è una catastrofe. Solo quando accade una catastrofe a me personalmente, allora dico: Ma cosa mi accade?
Aspettare che qualcosa accada o che io sia pronto equivale alla domanda che lo studente si pone continuamente: Quando sarà l’esame, in che giorno? Quando sarà il mio turno? Il professore sarà ben disposto? È come se lo studente non studiasse e non si preparasse all’esame, nonostante esso sia imminente, ma si concentrasse sempre e solo sui “segreti” a lui sconosciuti. Anche noi quindi dobbiamo fare ciò che possiamo ed i segreti non saranno per noi un problema.

Fonte: Eco di Maria nr.178


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