Padre Pio e l'Angelo Custode

All’inizio degli anni Settanta, quando andai la prima volta a Pietrelcina per raccogliere fatti ed episodi sulla vita di Padre Pio, erano ancora in vita persone che avevano conosciuto il Padre da giovane. Ricordavano gli anni in cui egli, appena ordinato sacerdote, poiché era sempre malato, non viveva in convento ma in una casa vicino a quella dei suoi genitori. E mi dicevano che quando usciva non chiudeva mai la porta a chiave. A chi gli faceva notare che potevano esserci dei ladri rispondeva: «C’è l’Angiolino che fa la guardia alla mia casa». Sempre in quel periodo, al termine delle lettere a persone amiche, con le quali aveva molta confidenza, in particolare alcuni sacerdoti che conoscevano bene le sue esperienze mistiche, scriveva infallibilmente: «Salutami l’Angiolino».

Con il nome «Angiolino», Padre Pio intendeva l’Angelo Custode e i due riferimenti fanno intendere quale fosse la confidenza che aveva con questo personaggio e con quale fede, semplice e concreta, vivesse una stupefacente realtà spirituale, quella della presenza, accanto a ogni uomo, di un Angelo Custode.

L’Angelo Custode era un richiamo costante nella vita di Padre Pio. A chi andava a salutano per intraprendere un viaggio diceva: «L’Angelo di Dio ti accompagni». Oppure: «Che l’Angelo di Dio ti accompagni e ti apra le porte». O anche: «Che l’Angelo di Dio ti sia luce, aiuto, forza; conforto e guida».


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