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Da cattolica, avrei istituito una giornata di conversione verso l’unica via tracciata da Gesù Cristo, il quale nel Vangelo di Giovanni ci ricorda che “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” e dice pure “Io sono la Via, la Verità e la vita”. Ci ha dato chiaramente la via da seguire, la strada da percorrere che è soltanto Lui e basta!

Oggi 14 maggio è stata istituita dall’Alto Comitato per la fratellanza umana, questa giornata di digiuno e preghiera dove tutte le religioni si ritroveranno a pregare per chiedere a Dio, la scomparsa della Pandemia. Ma a quale Dio si rivolgeranno?

I cattolici pregheranno il Dio trinitario, gli islamici pregheranno Allah e via di seguito. Ogni religione il proprio Dio. Ma Dio è uno solo e soprattutto per arrivare a Dio si passa per mezzo di Gesù e chi Gesù non lo conosce come potrà unirsi a questa giornata di preghiera mondiale?

Non voglio fare polemica ma da cattolica non riesco ad unirmi a questa giornata POLITEISTA.

Davanti ai miei occhi oggi si è fatta trovare “L’enciclica Mirari vos del Sommo Pontefice Gregorio XVI” e le sue parole risultano essere adatte a questa giornata:

“Poiché è affermato dall’Apostolo (Ad Ephes., 4,5) che esiste “un solo Iddio, una sola Fede, un solo Battesimo”, temano coloro i quali sognano che veleggiando sotto bandiera di qualunque Religione possa egualmente approdarsi al porto dell’eterna felicità, e considerino che per testimonianza dello stesso Salvatore (Lc 11,23) “essi sono contro Cristo, perché non sono con Cristo”, e che sventuratamente disperdono solo perché con lui non raccolgono; quindi “senza dubbio periranno in eterno se non tengono la Fede cattolica, e questa non conservino intera ed inviolata” (Symbol. S. Athanasii). Ascoltino San Girolamo il quale – trovandosi la Chiesa divisa in tre parti a causa dello scisma – racconta che, tenace come egli era del santo proposito, quando qualcuno cercava di attirarlo al suo partito, egli rispondeva costantemente ad alta voce: “Chi sta unito alla Cattedra di Pietro, quegli è mio” (S. Girolamo, Ep. 58). A torto poi qualcuno, fra coloro che alla Chiesa non sono congiunti, oserebbe trarre ragione di tranquillizzante lusinga per essere anche lui rigenerato nell’acqua di salute; poiché gli risponderebbe opportunamente Sant’Agostino: “Anche il ramoscello reciso dalla vite ha la stessa forma, ma che gli giova la forma se non vive della radice?”(S. Agostino, Salmo contro part. Donat.).”

«la Chiesa fu erudita da Gesù Cristo e dai suoi Apostoli, e che viene ammaestrata dallo Spirito Santo, il quale di giorno in giorno le suggerisce ogni verità» [S. Girolamo, Ep. 2 ad Nepot., a. I, 24], appare chiaramente assurdo ed oltremodo ingiurioso per la Chiesa proporsi una certa «restaurazione e rigenerazione», come necessaria per provvedere alla sua salvezza ed al suo incremento, quasi che la si potesse ritenere soggetta a difetto, o ad oscuramento o ad altri inconvenienti di simil genere: tutte macchinazioni e trame dirette dai novatori al malaugurato loro fine di gettare le «fondamenta di un recente umano stabilimento» onde avvenga quello che era tanto condannato da San Cipriano, «che la Chiesa divenisse cosa umana», quando, al contrario, è cosa tutta divina [S. Cipriano, Ep. 52].

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Per cui la domanda che da cattolica mi faccio è: se non si prega Cristo, da chi dovrebbe venire la salvezza? Noi cattolici dovremmo batterci di più per l’Eucarestia, il collante è Lui e oggi questo collante mancherà perchè a pregare Cristo saranno solo i cattolici!

 


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