fonte foto: eventi e sagre

Don Claudio Pirillo è il cappellano ospedaliero dell’ospedale di Crotone San Giovanni Di Dio. Dal 26 marzo i contagi si sono arrestati e da quel giorno hanno iniziato a guarire i malati di covid 19.

La Madonna di Capocolonna è entrata in ospedale proprio il 26 marzo, ed è la patrona della diocesi calabrese che tutti gli anni viene portata in processione. L’effige della Madonna nera è molto venerata dai calabresi.

Don Claudio è stato intervistato da “Il Timone”. Ecco cosa racconta il sacerdote: “A Crotone abbiamo tre immagini: quella originale, grande, viene esposta ogni sette anni, mentre in processione una volta all’anno esce un “quadricello” che viene scortato da oltre 120mila crotonesi. Bene, il vescovo ha nella sua cappella privata una copia del quadricello della Madonna nera e dal 26 marzo me lo ha consegnato direttamente perché lo potessi custodire in ospedale”.

“Durante la preghiera e la Messa con il personale medico lo espongo – prosegue il sacerdote – e poi lo porto in processione per farlo vedere ai malati». E loro? «Pregano e si affidano», aggiunge. Quindi, pare di capire che la donazione del vescovo non sia stato un semplice gesto devozionale, ma qualche cosa di concreto deve averlo operato”.

Don Claudio racconta brevemente, la storia della Madonna di Capocolonna: “ai tempi in cui i Saraceni nel 1519 compivano le loro consuete scorribande da Sibari al basso Ionio. A Capocolonna, appena a sud di Crotone, i Mori devastarono il promontorio su cui sorgeva una chiesetta che ospitava il quadro di origine bizantina. Antica devozione, arrivata a sostituire il tempietto pagano di Hera Lacinia che della città fondata dagli Achei era il cuore religioso. Ed è li, nella città di Kroton, fratello di Alcinoo, Re dei Feaci, che diede ospitalità ad Odisseo, che i musulmani devastarono tutto, portandosi via anche quel quadro come bottino di guerra. Solo che la nave pronta a salpare per la Turchia, non voleva saperne di mollare gli ormeggi. Così, gli islamici decisero di gettare in mare quell’immagine quasi a volersi liberare di una zavorra. Recuperata da un pescatore, l’icona fu portata “trionfalmente” in città e da lì iniziò la sua nuova vita di Protettrice dei crotonesi”.

Don Claudio non vuole esporsi con la parola “miracolo” ma fatto stà che all’ospedale di Crotone qualcosa di straordinario è successo.

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