I mezzi per conservare la purezza

4 – Partecipare alla vita liturgica della Chiesa
La preghiera, la pietà, la vita interiore e la viva partecipazione alla liturgia della Chiesa sono validi aiuti per conservare la purezza.
Per liturgia si intende quel complesso di atti di culto pubblico o ufficiale della Chiesa.
La parola “pubblico” significa che è compiuto a nome della Chiesa da un ministro a ciò legittimamente destinato, secondo le leggi e le prescrizioni della Chiesa stessa. Un atto di culto è pubblico anche se viene compiuto in privato e nel massimo segreto, come per es. il conferimento dell’assoluzione sacramentale o la recita privata del divino ufficio di un sacerdote.
Gli atti di culto pubblico sono:
I. La celebrazione della S. Messa
II. L’amministrazione dei Sacramenti e dei Sacramentali (benedizioni, consacrazioni, ecc.)
III. La recita del divino ufficio: in privato, in pubblico o solenne.
Anche se non sono strettamente attinenti alla liturgia, esistono delle funzioni extraliturgiche, cioè alcuni altri atti di culto che, pur non essendo liturgici, fanno parte della devozione popolare e vengono regolati, approvati e favoriti dalla Chiesa stessa. Tali sono per es. la “Via Crucis”, il Santo Rosario, Tridui, Novene o Mesi in onore del Signore, della Madonna e dei Santi, l’adorazione del SS. Sacramento e altre simili funzioni paraliturgiche penitenziali o devozionali.
Il seguire l’anno liturgico con i suoi vari tempi (Avvento, Quaresima, Tempo ordinario, ecc.) e le sue feste (Natale, Pasqua, Pentecoste, SS. Trinità) porta all’anima un ardente fervore religioso e spirituale che serve a tenerci lontani dalle concupiscenze della carne e ad avvicinarci di più a Gesù, che è la beatitudine dei puri di cuore.

5 – La frequente meditazione dei novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso
Lo Spirito Santo, nel libro del Siracide (Ecclesiastico), ci esorta con le parole: “In tutte le tue opere ricordati della tua fine e non cadrai mai nel peccato” (Sir. 7,40).
Se noi molto spesso ci concentreremo nella meditazione delle ultime grandi realtà (novissimi) della nostra vita: morte, giudizio, inferno e paradiso, certa mente avremo uno stimolo per astenerci dal peccato impuro, che, come già specificato, può condurre alla dannazione eterna.
Meditiamo, pertanto, frequentemente sui novissimi.
La morte! Essa potrebbe essere lontana o vicina e improvvisa. Che sarebbe di noi se questa ci trovasse impreparati? Il Signore ci esorta: “Vegliate, perché non conoscete né il giorno né l’ora” (Mt. 25, 13).
Il giudizio! Da questo dipenderà il nostro destino eternamente felice o eternamente infelice. Ricordiamo che l’esito, consolante o triste, del giudizio dipende dal nostro comportamento in questa terra.
L’inferno! Con tutte le forze dobbiamo evitarlo. Gesù dell’inferno dice:
“ Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno…”(Mt. 25, 41).
“ … dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue” (Mc. 9, 48).
“ … brucerà la pula con un fuoco inestinguibile” (Mt. 3, 12).
“ … nella fornace ardente dove sarà pianto e stridor di denti” (Mt. 13, 42).
Non una, ma più volte il Signore ripete tale espressione: “pianto e stridor di denti”. Chi piange e stride i denti dal dolore non si trova certamente in una situazione piacevole! Ebbene: con tutte le nostre forze dobbiamo evitare l’inferno!
Il paradiso! Il fine ultimo della nostra vita terrena è raggiungere il paradiso, dove vedremo Dio faccia a faccia ed Egli sarà la nostra felicità per sempre.
Infelici noi se, alla fine dei nostri giorni, non potremo raggiungerlo: avremo sbagliato tutto nella nostra vita e per sempre.

6 – Coltivare una tenera devozione a Maria Santissima
Un mezzo efficacissimo per conservare la purezza si ha nel coltivare una tenera devozione a Maria Santissima.
La nostra devozione a Lei non deve consistere solo nell’esercizio di pie pratiche, ma, soprattutto, nell’imitazione delle sue virtù, specialmente della purezza, nella sua elezione a modello di santità, e nel pregarLa spesso, invocandoLa, in modo particolare, nel momento delle tentazioni impure.
Maria Santissima, la madre purissima, la madre castissima, la sempre vergine, la vergine delle vergini, la mediatrice di tutte le grazie ci otterrà, certamente, dal suo diletto figlio di conservare nel nostro corpo e nel nostro spirito la virtù della purezza, donandoci di gustare, nello stesso tempo, la beatitudine proclamata da Gesù: “Beati i puri di cuore” (Mt. 5 – 8).
Giova anche molto compiere, in una determinata circostanza, una totale e solenne consacrazione a Maria di tutto noi stessi, anima e corpo. E opportuno poi che tale atto venga rinnovato ogni giorno nelle nostre quotidiane preghiere.


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