I mezzi per conservare la purezza

11 – Massima vigilanza – Per conservare la purezza è necessario essere costantemente vigilanti, perché i nemici, cioè la nostra concupiscenza, il mondo esteriore e il demonio sono sempre in agguato.
Non dobbiamo dire: “Ciò neppure mi scalfisce; esercito la virtù da tanti anni; sono ormai anziano” ed altre simili espressioni; potremmo avere delle sorprese assai amare.
Ascoltiamo la voce dei Santi e, soprattutto, seguiamo il loro esempio, basato sul radicato convincimento che la vita umana, fino all’ultimo istante, non è mai affrancata dal pericolo di cadere in peccato: quindi dobbiamo essere sempre vigilanti ed usare i mezzi che abbiamo a nostra disposizione per conservare il tesoro prezioso della purezza.

2) I mezzi soprannaturali

1 – La fede, la speranza e la carità
Una fede forte, una speranza certa e una carità ardente sono le tre virtù teologali che difendono la purezza da ogni assalto.
Quando un’anima è convinta che Gesù Cristo è il vero Dio, il solo Dio e l’unico Dio e crede a quanto
egli ha insegnato; è certa che, dopo questa vita, ce ne sarà un’altra, eternamente felice per i buoni ed eterna mente infelice per i cattivi; quando questa anima ama ardentemente Cristo Dio, perché sa che è il suo Dio, il suo Tutto, ha in sé tutta la forza sufficiente per combattere contro le tentazioni sensuali e per conservare quindi la purezza.
In una persona normale, quando mancano queste tre virtù, è molto difficile che esista la purezza, perché, per vincere le passioni dei sensi, tali virtù sono elementi indispensabili. Esse formano i tre pilastri che sostengono l’edificio della nostra cristiana spiritualità e rappresentano il fine di ogni umana aspirazione: Dio, che, insieme ai dono della libertà, a tutti elargisce la sua grazia per conoscerlo, possederlo e amarlo nel tempo e nell’eternità.

2 – La preghiera
Una preghiera umile, fiduciosa e costante è il mezzo più efficace e necessario per ottenere da Dio il dono della purezza (cfr. C.C.C. 2520).
Qui si parla di preghiera intesa nel suo senso più ampio e cioè: preghiera vocale: recita di formule che escono dalle labbra e partono dal cuore; preghiera mentale, fatta di riflessioni e di colloqui con Dio; preghiera abituale: quel costante sentimento di amore, che l’anima nutre verso il suo Dio, il suo Tutto.
Quando si parla di preghiera si vuole intendere, anche, il coltivare con la massima diligenza la pietà, la vita interiore e la costante presenza di Dio.
Tale lavoro interiore e personale facilita molto l’esercizio della virtù della purezza. L’anima, in questo stato, sente quasi una istintiva attrazione verso la bella virtù anche se, ricordiamolo, la concupiscenza e le relative tentazioni rimarranno sempre.

3 – L’uso frequente dei Sacramenti
L’uso frequente dei sacramenti della Penitenza e della Comunione sono mezzi molto utili per conserva re la virtù della purezza.
Diciamo subito che questi sacramenti, per produrre i loro effetti, devono essere ricevuti con le debite disposizioni.
E bene accostarsi spesso alla confessione: come norma non si lasci passare il mese; allorché, però, si ha la certezza o anche il dubbio di avere commesso un peccato mortale, è necessario pentirsi subito e accostarsi, quanto prima, al confessionale.
E utile tener presente che, allorché si avverte l’insistente assalto della tentazione, non si deve aspettare la rovinosa caduta nel peccato per accostarsi alla confessione, perché l’acqua salutare della grazia del Sacra mento spegnerà il fuoco delle passioni sensuali.
Anche la S. Comunione, se si riceve con le dovute disposizioni, porta abbondanti frutti di grazia e di purezza. E necessario, però, una diligente preparazione e non si deve omettere un devoto ringraziamento, che si ripeta frequentemente nell’intera giornata, special mente nei momenti di difficoltà e delle tentazioni impure.


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