I mezzi per conservare la purezza

La purezza, detta anche “la bella virtù”, non è difficile da osservarsi, specialmente per “i puri di cuore”, per coloro cioè che, nella loro vita, si sono sempre sforzati di osservarla; la virtù “acquisita”, infatti, rende più facili quelle azioni che la costituiscono; talvolta però diventa difficile, anzi molto difficile e forti sono le tentazioni che si devono combattere e vincere.
“ Il battezzato deve continuare a lottare contro la concupiscenza della carne e i desideri disordinati”
(C.C.C. 2520).
E necessario, pertanto, premunirsi contro gli attacchi del maligno per non lasciarsi cogliere d’improvviso e cadere miseramente nel peccato. Gesù ci ammonisce: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mt. 26,41).
Per esercitare la virtù della purezza è dunque indispensabile usare quei mezzi che il Signore ha messo a nostra disposizione.
Esistono due specie di mezzi: naturali e soprannaturali.
I mezzi naturali sono quei piccoli accorgimenti umani che ci aiutano a superare le difficoltà che incontriamo per conservare la purezza.
I mezzi soprannaturali sono quegli elementi spirituali, che il Signore ci dona, perché, usandoli con spirito di fede, noi possiamo ottenere le grazie attuali necessarie per vincere le seduzioni dei sensi.

1) I mezzi naturali

1 – Cercare di capire il valore prezioso della purezza nella nostra vita presente e, soprattutto, in rapporto con la futura, ricordando che tale virtù, secondo l’insegnamento di Gesù (Mt. 5, 8), porta con sé la beatitudine, la pace interiore e la visione di Dio: attraverso le creature, qui in terra, e, faccia a faccia, in Paradiso (cfr. C.C.C. 2519).
E stato costatato che un’ anima veramente pura per amore di Gesù Cristo si distingue sempre e subito dalle altre; la sa scoprire con chiarezza solo chi è esperto in campo spirituale e possiede una sensibilità particolare. Da tali persone pure emana un qualche cosa indescrivibile di serenità interiore, che traspare anche all’esterno. E noto, invece, lo sconvolgimento che produce nella persona il terremoto del peccato impuro.
Conosciuto il valore inestimabile della perla preziosa della purezza, la si apprezza e si cerca di possederla.

2 – Fuggire le occasioni di peccato. Si devono evitare le occasioni prossime e remote di peccato. Metter si in occasione prossima di peccato significa porre delle azioni di qualsiasi specie, compiendo le quali noi prevediamo che, con molta probabilità, cadremo nel peccato impuro.
Si devono, pertanto, evitare tali occasioni, perché il mettersi in condizione prossima di peccato con consapevolezza e piena volontà si commette già peccato mortale e poi perché è molto difficile trattenersi dal peccato impuro quando già è iniziata la via della discesa, come è molto difficile fermare, improvvisamente, un oggetto in caduta.
Ricordiamo, inoltre, che nell’atto di dolore noi promettiamo non solo di evitare il peccato, ma anche le occasioni prossime di peccato.
Si devono anche evitare le occasioni remote, per ché queste, pian piano, conducono alle occasioni prossime e, quindi, al peccato.
In queste occasioni bisogna tener sempre presente le proprie inclinazioni e il soggettivo grado di sensibilità: ciò che per alcuni diventa occasione prossima di peccato, per altri è invece remota o addirittura inesistente.
Infine, concludendo, ricordiamo, con autentica e vera semplicità, che nella lotta contro le tentazioni impure vince chi fugge!

3 – Essere decisi, in maniera assoluta, nel respingere le tentazioni impure fin dal loro primo insorgere.
Ogni titubanza anche minima potrebbe essere fatale. Alle tentazioni impure non si può cedere nemmeno un millimetro: attesa la fragilità della natura umana, si finirà per cedere, in seguito, un metro e più.


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