Messaggi e segreti di Medjugorje

In 36 anni, 50 milioni di persone, spinti da fede e curiosità, sono saliti sul monte dove è apparsa la Madonna.

Dal 1981, incurante degli scettici e degli ostili, la Madonna di Medjugorje continua ad apparire, il venticinque di ogni mese, ai suoi veggenti, oggi cinquantenni, che si scelse per trasmettere i suoi messaggi al mondo. Vicka, Ivan, Mirjana, Ivanka, Jakov e Marija non erano dei guru della comunicazione, ma dei poveri adolescenti che pascolavano delle smunte pecore sulle pietraie della Bosnia, allora Yugoslavia, oppressa da una traballante dittatura comunista. In questi trentasei anni, i messaggi sono stati circa millecinquecento ed hanno attirato nel villaggio di Medjugorje almeno cinquanta milioni di pellegrini.

Cominciano tutti con un “Cari figli …” e terminano con un immancabile: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Un fenomeno mai accaduto prima, quasi del tutto ignorato dai mass media, se non addirittura travisato o sbeffeggiato. Il Vaticano non si è mai pronunciato sulle apparizioni, in attesa forse della loro fine, per emettere un definitivo ed inappellabile giudizio. La Madre di Gesù, (o Gospa, come la chiamano da quelle parti) attraverso i suoi messaggi, vuole salvare l’umanità dalla catastrofe, ma per fare ciò, le serve la collaborazione degli uomini che devono tornare a Dio e tramutare i loro cuori di pietra, induriti dall’odio e dai vizi, in cuori di carne, aperti all’amore e al perdono. Nei suoi messaggi non parla mai della fine del mondo, ma cita spesso satana, come avversario di Dio ed oppositore dei suoi disegni di salvezza. Dice che satana, oggi, è scatenato – cioè sciolto dalle catene – e questo lo vediamo anche dalle tragiche notizie che scorrono sui nostri telegiornali. Lei è però decisa a sconfiggere il principe delle tenebre e ci indica cinque pietre con le quali vincerlo ed allontanarlo dal mondo. Le cinque armi che ci propone non sono né distruttive né sofisticate, ma semplici come i petali di un bel fiore. Sono il rosario, la lettura quotidiana della Bibbia, la confessione mensile, il digiuno (mercoledì e venerdì solo pane e acqua) e l’Eucaristia. Per sconfiggere il male non ci vuole poi molto. Ma in pochi ci credono. Non ci credevano neppure i governanti comunisti dell’allora Yugoslavia, che mobilitarono la loro efficiente polizia per soffocare sul nascere quell’oltraggioso fenomeno. A nulla servì rinchiudere i ragazzi nell’ospedale psichiatrico di Mostar o imprigionare e riempire di botte padre Jozo, primo parroco di Medjugorje. A sparire fu l’ateo regime comunista che, con la sua pretesa d’eliminare Dio dal cuore degli uomini, fu travolto dalla storia e dalle sue stesse contraddizioni.


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