Per noi che viviamo nel pieno del #caos della #vita, presi da mille #impegni lavorativi e familiari, non pensiamo mai che esistono dei #luoghi dove la #sofferenza e’ amplificata, dove per un attimo  ci si ferma a pensare che la vita e’ preziosa ed e’ veramente un dono di Dio, averla ricevuta e viverla.

In poche parole, non pensiamo che ogni attimo in cui noi ridiamo, scherziamo o ci innervosiamo per una cosa di niente …. ci sono altri fratelli che in qualsiasi ospedale, nello stesso istante stanno vivendo delle sofferenze, paure e solitudini che solo Dio puo’ colmare per mezzo di persone che si fanno strumento per il bene del prossimo, in questo caso parliamo degli infermieri e dei dottori.

Essere medico, infermiere e assistente non dovrebbe essere considerato soltanto un lavoro ma una vera e propria “vocazione” perche’ ogni qualvolta ti prendi cura di un malato, devi ricordarti che in quel malato c’e’ veramente Gesu’ che si fa servire e coccolare dalle tue cure.

Quando mia madre e’ stata in ospedale era una di quei piccoli Gesu’, ho veramente toccato tanta sofferenza e visto tante solitudini ma il profumo della presenza di Dio e di Mamma Maria, ha inebriato tutti i reparti al punto da spazzare via ogni paura e inondare il cuore di tanta speranza.

A volte fa male, vedere in alcuni medici o infermieri, la mancanza di carita’ e di amore verso il malato, ma se sapessero che cio’ che fanno agli occhi di Dio e’ una cura e un servizio per Lui stesso, credo che veramente cio’ che fanno non lo svolgerebbero piu’, soltanto per lavoro, ma anche e soprattutto per amore.

Ed e’ con amore che voglio guardare gli ammalati e pregare per ognuno di loro perche’ loro sono anche un occasione per potere fare del bene e per servire Gesu’ ogni giorno.

Dio ci da l’opportunita’ di farsi amare attraverso di loro.

Rita Sberna

 

 


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