Mi giunge una #lettera molto lunga di una lettrice ed amica dei nostri #blog, che guardando una delle puntate di Pomeriggio 5 condotte da Barbara D’Urso, si è sentita toccata per un argomento affrontato con molta leggerezza e poca preparazione dalla stessa conduttrice.

La D’Urso ha parlato della malattia dell’endometriosi proprio qualche pomeriggio fa …. così questa ragazza ha deciso di scriverle una lettera e di metterne a conoscenza anche il web!

“Gentile Signora D’Urso,
Non guardo i Suoi programmi, ma mi è stato riferito che oggi lei abbia parlato dell’endometriosi come una un problema risolvibile con un “intervento semplicissimo”, che se “presa in tempo non dà problemi”.
Ciò di cui Lei parla somiglia alla presenza di normali cisti, di calcoli.
Ma l’endometriosi, signora D’Urso, è una malattia cronica e invalidante, una malattia che MANGIA GLI ORGANI INTERNI. Ora cercheró di spiegarle – in maniera semplice semplice, con parole che potrebbe capire anche un bambino, in modo che Lei possa capire – in cosa consista a grandi linee, questa malattia. Si tenga forte.
Essa è caratterizzata innanzitutto da un’infiammazione cronica e poi, dalla presenza di corpi estraneai, che possono dislocarsi in tutto il corpo. Questi “corpi estranei” sono di materiale uterino. L’utero delle donne con endometriosi sente come il bisogno di estendersi, di duplicarsi, di triplicarsi. Il materiale uterino prolifera, viaggia attraverso il sistema linfatico e va ad approdare ovunque. Non solo nelle zone limitrofe all’utero, come ovaie, intestino, vescica, stomaco, nervi e legamenti uteri sacrali, ma questo materiale può giungere anche nelle zone più lontane, come il diaframma, il fegato, i polmoni, la trachea, l’esofago e anche l’encefalo. Una importante particolarità dei corpi endometriosici è che sono infiltranti. Si appiccicano così bene agli organi, che non è possibile rimuovere il nodulo senza rimuovere anche il pezzo dell’organo interno a cui il nodulo è attaccato. Togliere con un intervento i corpi endometriosici significa necessariamente asportare anche il pezzo di organo a cui si infiltra.
Togli un nodulo? Togli un pezzo di corpo. Non c’è alternativa. Molte donne vanno in insufficienza renale, in insufficienza respiratoria, molte donne sono costrette a portare una stomia, altre ad avere un neuromodulatore sacrale, perché l’endometriosi ha mangiato gli organi interni.
E le dirò di più, signora D’Urso: l’Intervento toglie i noduli, sì. Ma l’infiammazione no. È cronica. È cronica. Glielo ripeto: è cronica e c’è sempre, al di là della presenza di noduli. Questo spiega i dolori cronici. Glielo ripeto: dolori cronici, al di là della presenza di noduli. Con i noduli si urla dal dolore. Ma anche senza di essi, ci pensa l’infiammazione a donare il dolore quotidiano.
E data l’anomalia dell’endometrio (l’utero), la proliferazione e ladislocazione del materiale è sempre in agguato. Le recidive non lasciano tranquillità.

Un’altra importantissima caratteristica dei corpi endometriosici, è che essi
si comportano come un utero: si contraggono e sanguinano internamente. Immagini un po’ una donna con tutta questa roba di materiale uterino sparsa per il corpo, roba che si contrae, che sanguina, che infiamma.
È una donna che soffre, ma il dolore è interno, è. invisibile. Quindi “non c’è”
Invece, gli antidolorifici sono i compagni di viaggio. Ma non i normali analgesici: anche oppio e morfina.
Le diagnosi non sono semplici, molto spesso questa malattia non viene subito diagnosticata, perché anche i medici stessi non sono sempre.specializzati a riguardo. I non esperti scambiano questa malattia per normali cisti o calcoli, tali che basta toglierli e il gioco è fatto, come ha detto Lei oggi davanti a un numero indefinito di persone.
No, signora D’Urso.
L’endometriosi è una bestia invisibile. Fuori non si vede, ma all’interno “regala” le macerie. È una disabilitá invisibile. È un urlo inascoltato, tra la disinformazione e l’indifferenza. Cose che fanno male tanto quanto la malattia stessa.
La saluto, e se è arrivata a leggere fino a qui, nutro la speranza che voglia rimediare al suo errore, studiando, informandosi e rettificando quanto detto dinanzi a un numero indefinito di persone.
Distinti saluti.”


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