L’esorcista, una professione ad alto rischio spirituale

Un esorcista prende soldi per il suo servizio?

Non prendo mai niente. Nessun onorario, questo ti dà fiducia. Ci sono molti immigrati. E gente di tutti i tipi che non crede che il proprio sia un caso psicologico.

L’esorcismo non è solo per gente semplice…

Qui vengono persone di ogni tipo. Non solo gente considerata semplice.

Io faccio una diagnosi, ascolto… e se è qualcosa di medico mando dal medico.

Come dev’essere un esorcista? Me li immagino come lei, calmi e pazienti.

Serve una pazienza enorme, senso apostolico di aiutare la gente. Non è facile, né piacevole, né lo scegli. Dev’essere una persona pietosa, un dottore prudente e con integrità di vita. Decide il vescovo.

Questo officio non è tra i più divertenti…

Non è affatto piacevole. E l’esorcismo non è più così efficace. A volte lo spirito maligno non se ne va neanche con due o tre sedute. Dipende tutto più dall’esorcizzato che dall’esorcista.

Che vantaggi dà il fatto di essere un esorcista?

È bello quando chiami qualcuno che hai visitato e anche se non è guarito del tutto avverti un miglioramento, ma a volte queste persone hanno per te una venerazione che ti fa perfino paura. Credono che tu sia come uno stregone, e ti chiedono: “Guarirò?” Io dico sempre: “Non lo so, non dipende da me, è una preghiera a Dio”. Questo mi tranquillizza.

Nel rituale c’è l’imposizione delle mani. È obbligatorio toccare la testa dell’indemoniato?

Io metto le mani sulla testa e non ho altro contatto diretto con loro. Prima davo loro le mani, ma noto che la gente ti chiede l’imposizione. E vedi davvero nella testa che c’è qualcosa.

Leggi anche:  "Tu morirai e prenderò il tuo posto". La storia di una seduta spiritica

Immagino che non sia una cosa automatica, che un esorcismo non funzioni immediatamente.

A volte succede subito. Chiedo alle persone di leggere il Vangelo del giorno quando non ci vediamo. Di pregare. Se è una possessione o un’influenza, l’unico che te la può togliere è Dio. I santi aiutano, ma è Dio che te la toglie. Stare in buoni rapporti con Dio è fondamentale.

Ha mai avuto paura?

Ho avuto molta paura quando mi hanno nominato per la prima volta nel 2007. Sono uscito dal vescovado impaurito. Ho detto subito di sì, ma non mi sono reso conto di quello che implicava.

È un servizio. Qui nella comunità alcuni sanno che faccio una cosa “strana”, qualcuno mi aiuta, a volte chiedo di accompagnarmi quando ho a che fare con gente un po’ violenta.


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here