“Hanno fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un’idea, l’idea del male. Ma il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui”. Sono parole pronunciate appena pochi giorni fa da Papa Francesco, in una messa mattutina a Santa Marta. Il Pontefice è tornato a martellare sull’argomento per fare capire che la presenza del male non è solo un modo di dire o mera energia negativa, ma un fatto concreto, una persona reale. Troppo spesso l’esistenza di satana viene ignorata, sottovalutata, negata persino da ambienti ecclesiali.

Bergoglio invece da sempre insiste su questo tema, mettendo in guardia l’intera Chiesa. Lo ha fatto dall’inizio del suo Pontificato, richiamando la presenza del maligno tre volte in appena dieci giorni. 14 marzo 2013: “Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio”. 15 marzo 2013: “Non cediamo mai al pessimismo, a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno”. 24 marzo 2013: “Non dobbiamo credere al maligno che ci dice: non puoi fare nulla contro la violenza, la corruzione, l’ingiustizia, contro i tuoi peccati! Non dobbiamo mai abituarci al male!”.

Un richiamo proseguito incessantemente. 20 settembre 2013: “I primi Padri della Chiesa dicevano una parola forte: il denaro è lo sterco del diavolo”. 11 ottobre 2013: “Dobbiamo sempre vigilare contro l’inganno del demonio”. 12 novembre 2013: “Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità, ma per l’invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo”.

E ancora, con l’anno nuovo, altri ammonimenti. 11 aprile 2014: “La vita di Gesù è stata una lotta. Lui è venuto a vincere il male, a vincere il principe di questo mondo, a vincere il demonio che ha tentato Gesù tante volte. Anche noi siamo tentati, anche noi siamo oggetto dell’attacco del demonio”. 29 settembre 2014: “Nei suoi progetti di distruzione, satana inventa spiegazioni umanistiche che vanno propriamente contro l’uomo, contro l’umanità e contro Dio”. E il 27 ottobre 2014, quando Papa Francesco in un messaggio inviato a padre Francesco Bamonte, attuale presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie) fondata da padre Amorth e il cui Statuto è stato riconosciuto, ha ricordato: gli esorcisti “nel particolare ministero esercitato, in comunione con i propri vescovi manifestino l’amore e l’accoglienza della Chiesa verso quanti soffrono a causa dell’opera del maligno”.

Gli indemoniati dunque, i posseduti, esistono. Sono persone profondamente disturbate, che subiscono le più svariate forme di malessere: dai dolori fisici inspiegabili per i quali la scienza medica non è in grado di dare risposte, fino agli assilli mentali dove nonostante la dichiarata mancanza di una patologia psichiatrica la vittima vede e prevede, sente e parla al di là dei confini naturali, di ciò che umanamente viene ritenuto possibile. L’indemoniato è questo: una persona colpita da una grave malattia spirituale dove l’artefice è satana con tutte le sue legioni di demoni; chi viene adescato resta segnato per sempre.

E’ la storia di Francesco Vaiasuso. Ha passato cinque anni della sua vita a combattere i demoni. Sposato, commerciante, ha vissuto una vita normale fino al momento in cui 27 legioni di diavoli hanno preso possesso del suo corpo. ”Satana mi tormentava – racconta a InTerris.it – e io mi accorgevo di tutto perché le possessioni le vivevo con uno sdoppiamento che mi lasciava piena lucidità. Ero racchiuso in una campana di vetro, non potevo fermare il mio corpo, potevo solo subire e osservare. Il maligno pronunciava attraverso la mia bocca parole che non facevano parte della mia vita, anche in altre lingue; si impossessava della mia mente, della mia vita, del profondo dell’anima. Diceva: Francesco è mio perché ho il mio mondo. E ancora: odio coloro che pregano e quelli che fanno del bene anche se non hanno una fede radicata”.

Queste parole sono quelle che sentivano tutti, ma ce ne erano altre con cui satana parlava direttamente a lei? “Mi istigava al suicidio, a non mangiare. Mi diceva che il Paradiso non esiste… ‘Ci sono solo io’ raccontava, e mi stava convincendo: in quel momento ero come un bambino che crede a tutto ciò che gli viene detto. Poi ricordo le sue parole quando mia madre mi accarezzava e mi rassicurava. Lui replicava: ‘Non ti illudere, non può fare nulla. Qui comando io’. Insomma, era una lotta continua, per ogni cosa”. Anni di esorcismi e tormenti. Francesco stava sempre male: allergie, otiti, asma, mal di schiena, mal di denti che i medici non riuscivano a fermare. Poi, infine, grazie al grande esorcista padre La Grua, la liberazione. Da tutto.

Non c’è dunque molto da dibattere sulla questione del maligno. “Le storie parlano da sole – dice don Aldo Buonaiuto -, e anche chi non vuole credere nell’azione di satana non può negarne gli effetti per coloro che sono posseduti. Il diavolo è in mezzo a noi, con la sua missione principale: dividere e distruggere. Uccisioni, separazioni, vendette, litigi, gelosie e invidie sono tutte espressioni di uno stesso disegno”. Che satana vuole portare a compimento.

Fonte. In Terris Servizio di Angelo Perfetti


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