Rita Sberna (2)

Nella vita c’è un tempo per tutto (come dice il libro del Qoelet), c’è un tempo per costatare i carismi, i doni e le bellezze che Dio ha impresso nella nostra anima e c’è un tempo per sperimentare quanto siamo deboli, miseri e umani, nel corpo e nella mente.

Quest’ultima sperimentazione avviene nei momenti di prova che la vita ci presenta, a volte ci scoraggia, ci fa sentire piccoli … ma allo stesso tempo umili perchè senza la forza che viene dall’Altissimo capiamo che siamo “niente” ma che soprattutto non possiamo fare “nulla” senza di Lui.

Le debolezze umane non sono peccati, anzi, ci aiutano a migliorarci nel cammino di fede e a chiedere aiuto con umiltà. Senza la debolezza in noi non ci sarebbe traccia di umiltà perchè troppo convinti di essere bravi e nel giusto, faremmo l’errore del maligno, cioè sentirci onnipotenti come Dio.

Invece siamo anime bisognose e abbiamo continuamente bisogno della grazia e della misericordia di Dio, che si attinge grazie al sacramento della riconciliazione mentre la forza per proseguire più forti di prima, avviene solo grazie all’unione della nostra anima con il Santissimo Sacramento.

A volte trovarci di fronte alle nostre debolezze ci mette paura, e c’è una vocina maligna che vuole scoraggiarci dicendoci “E’ inutile che preghi, tanto fai tutto il contrario. E’ inutile che ti sforzi tanto non otterrai mai niente”. Niente di più falso! Questa vocina maligna proveniente dal nemico vuole evitare che noi ci sforziamo per progredire nel bene.

Non importa quante volte cadiamo, l’importante è rialzarsi … sempre e comunque!

Buona crescita spirituale a tutti!

 


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