<> on December 24, 2013 in Vatican City, Vatican.

Le parole e le preghiere di Papa Francesco sul Natale, pronunciate nei Messaggi Urbi et Orbi e nelle omelie della Messa del 24 Dicembre, si sono sempre rivelate illuminanti soprattutto in virtù della sua capacità di comunicare a tutti, in maniera semplice ma profonda, quanto questa festa ci offra l’opportunità di rivolgere il nostro cuore alla Natività, scrostandola da tutte le “distrazioni” che ne stravolgono o deturpano il senso.

Ascoltare anche solo poche parole pronunciate dal Santo Padre in occasione degli scorsi Natali, potrebbe riportarci immediatamente ad una dimensione più cristiana della celebrazione, ed aiutarci a vivere i giorni che ci separano dal Santo Natale nella maniera più consona, nella predisposizione dell’anima all’accoglimento di Cristo, e non nella predisposizione delle nostre case all’accoglimento degli ospiti.

Nell’Omelia del Natale 2013, Papa Francesco invitava l’umanità a non temere nulla, perchè se Dio ci ha donato Suo Figlio, mandato per rischiarare le tenebre nelle quali si dibattono le nostre esistenze, è perchè “Dio è Misericordia. Il Nostro Padre ci perdona sempre”. Un messaggio di grande speranza, che ci invita a non disperare se il peccato a volte ci prevarica. Bisogna avere fede nella Bontà Divina, per trovare ad ogni caduta la forza di ricominciare.

Nel Messaggio Urbi et Orbi del 2013 ancora una volta il Santo Padre poneva l’accento sulla Misericordia Divina, invitando i fedeli a fermarsi e sostare di fronte al Bambino Gesù, lasciando che la commozione procurata da una tale visione invadesse i cuori: “Non abbiamo paura che il nostro cuore si commuova! Abbiamo bisogno che il nostro cuore si commuova. Lasciamolo riscaldare dalla tenerezza di Dio; abbiamo bisogno delle sue carezze”.

Il 24 Dicembre 2014 Papa Francesco si soffermò ancora una volta sulla tenerezza di Dio, ma volle sottolineare anche che, da quando il primo uomo cadde nel peccato, Dio ha aspettato pazientemente che l’umanità tornasse a lui. La pazienza di un Padre. Ed è a questo che dovremmo ispirarci nelle nostre vite: “Signore, aiutami ad essere come te, donami la grazia della tenerezza nelle circostanze più dure della vita, donami la grazia della prossimità di fronte ad ogni necessità, della mitezza in qualsiasi conflitto”.

Il Messaggio Urbi et Orbi del 2014 è un’accorato appello a Dio, affinchè aiuti quanto prima l’uomo a ritrovare la propria umanità, perchè troppe vittime stanno cadendo sotto i colpi dell’odio, troppi innocenti stanno pagando in tutto il mondo colpe che non sono le loro. Il Papa cita espressamente il Medio Oriente, la Terra Santa, l’Ucraina, gli Stati Africani più turbolenti, il Pakistan, e tutti i bambini vittime di violenze, abusi, e prevaricazioni: “Ancora oggi il loro silenzio impotente grida sotto la spada di tanti Erode”.

Cristianità.it


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