L’amore più forte della morte. Come liberarsi dagli influssi malefici nel rapporto di coppia

di Agostino Tommaselli –

Mi capita spesso, per via dei due libri che ho già scritto[1], di ricevere e-mail da coppie (sposate e non) che lamentano il fallimento del loro matrimonio o del loro amore. Coloro che mi contattano il più delle volte, non riuscendo a trovare un’altra giustificazione, imputano ciò che gli accade a un qualche influsso “malefico” che improvvisamente si sarebbe abbattuto sulle loro vite… Ovviamente, nella difficoltà del momento, quello che mi viene richiesto con maggior frequenza è come potersi liberare in fretta dalla presunta influenza diabolica.

Ora, so per certo che cose del genere possono anche accadere: per quanto raro, è indubbiamente possibile che il Maligno, avendo in odio ogni progetto d’amore che da Dio trae la sua origine, in determinate circostanze possa interferire con la sua azione “straordinaria” nella vita di alcune coppie o famiglie – sempre sottostando, tuttavia, alla permissione divina[2]. Tutto questo è possibile – sì -, ma è pure vero che rappresenta un’eccezione e non la regola: non a caso si parla di azione “straordinaria”. Quand’anche, però, si registrasse questa azione, l’errore più comune nel quale cadono coloro che ne sono vittime, è quello di credere che ci si possa liberare da queste “interferenze” senza ricorrere a un cambiamento di vita – laddove la vita condotta, ovviamente, non fosse coerente con la fede professata.

Il più delle volte c’è bisogno di conversione. E quindi – detto in parole povere – di andare a Messa la domenica e nei giorni di precetto (se possibile, anche nei giorni feriali), di ricevere la santa Comunione eucaristica, di ricorrere frequentemente al sacramento della Confessione, di pregare mattina e sera, di recitare quotidianamente il santo Rosario, di meditare – magari la sera, prima di addormentarsi – qualche pagina dei Vangeli, di compiere opere di carità verso il prossimo, di perdonare di cuore chi ci ha fatto del male… Il tutto con semplicità e umiltà di cuore.

Va da sé che vivere nella grazia di Dio dovrebbe essere “il pane quotidiano” di ogni buon cristiano – ci siano o no influssi malefici. Infatti, una vita vissuta con fede – nella Verità e nella Carità – ci colma della grazia divina e attira su di noi la benedizione di Dio privando il Maligno di quegli “appigli” che gli permetterebbero di continuare a infastidirci con la sua influenza nefasta.


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