(da una Catechesi di P.re Jozo Zovko)
L’uomo ha inventato la scuola e la scrittura per progredire. Il Signore ha fondato la famiglia per l’educazione dei figli. La famiglia, deve essere la scuola della pace, dell’amore, della vita, della grazia divina. Se la mamma prega, non deve temere per i figli, perché anche nel loro cuore si svilupperà lo spirito della preghiera. La famiglia cristiana è il Sacramento che è capace di vivere la vita santa. Il Matrimonio è santo come l’Ostia santa. Come hanno fatto i ladri a Siena quando hanno buttato nel cestino le Ostie consacrate, così oggi, buttando il Matrimonio, si getta via un sacramento.

Le rovine, rimangono rovine. Il muro di protezione, che si mette attorno alle famiglie per salvarle, è il Rosario. Una famiglia che non prega insieme ogni sera è una cosa che io non riesco a comprendere. Il nostro popolo ha sopportato quattrocento anni di dominazione turca e cinquant’anni di comunismo, non perché aveva libri e neppure perché aveva i sacerdoti, ma perché nelle famiglie si è sempre pregato. Non ci sono divorziati nei nostri villaggi.
Prima di sposarsi i nostri fidanzati vanno a comprare un Crocifisso e insieme lo portano al Parroco che lo benedice e lo pone sull’altare. Durante la celebrazione del Sacramento del Matrimonio, il sacerdote dice agli sposi: “Mettete le vostre mani sulla Croce”. Il sacerdote regge la Croce e gli sposi vi stendono sopra la mano sinistra, mentre pronunciano la formula del Matrimonio. Infine baciano la Croce benedetta che diviene testimone delle Nozze e sorgente vera della famiglia. Il segno fondamentale dello sposalizio non sono gli anelli, ma la Croce. Noi insegniamo ai nostri giovani che si sposano, che non hanno trovato la più bella ragazza o il più bel ragazzo del mondo: hanno trovato solo la loro Croce!

Quando gli sposi tornano a casa, portano con sé la Croce e il luogo dove la pongono diventa l’angolo della preghiera familiare, dove la famiglia cristiana appoggia il proprio Matrimonio per viverlo. Quando giungono le difficoltà o le prove, i coniugi non vanno da uno psicologo o da uno psichiatra o da un mago: vanno solo davanti alla Croce e pregano. E sempre trovano lì la soluzione. Fin da piccoli ci viene insegnato a baciare la Croce. Un marito per lasciare la moglie, o viceversa, dovrebbe lasciare la propria Croce. Ma se si lascia la croce che cosa rimane? Nulla!
Così è stato educato il mio popolo.


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