Foto di Hans Braxmeier da Pixabay

Il Sacramento della Riconciliazione deve rinnovare il cuore dell’uomo

 C’è un bellissimo volume a cura del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione (edizioni San Paolo) dal titolo “La Confessione. Sacramento della Misericordia” in cui vengono selezionate delle caratteristiche che indicherebbero la validità del Sacramento della Riconciliazione.

La caratteristiche sono cinque e le spiegheremo per ordine di importanza.

  1. La Confessione deve formare la coscienza

La Santa Confessione vuole formare le coscienze, in modo che la fede diventi anche un “sapere”. Il cristiano deve imparare a capire ciò che succede nella sua vita attraverso la presenza di Dio. La vita cristiana viene illuminata dalla luce dello Spirito Santo, con l’amore di Cristo e illuminata anche dalla Parola del Vangelo. Il discernimento in tutto questo è fondamentale. La coscienza infatti si forma, compiendo un cammino che si addentra nella verità dell’uomo, colui che è Immagine di Dio.

Riconoscere i propri peccati è un percorso impegnativo e difficile, ma allo stesso tempo è vincente e gratificante.

  1. La Confessione deve educare alla penitenza

      Se l’uomo non si riconosce peccatore di conseguenza non fa nulla per evitare il peccato perché non ne dà il vero valore. Allora, la confessione dopo aver preso coscienza, deve aiutare a rispolverare in ognuno di noi la penitenza.

  1. Deve riportare l’amore

In noi deve esserci il desiderio di fare spazio alla penitenza, il Catechismo della Chiesa Cattolica indica varie penitenze e atteggiamenti penitenziali che favoriscono alla conversione. Dal digiuno, all’elemosina, alla preghiera, altri gesti di carità anche nei confronti dei poveri, la lettura della Sacra Bibbia, pellegrinaggi, esercizi spirituali ecc..

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  1. La Confessione deve rispolverare la solidarietà

I credenti solitamente vengono spronati a rimuovere dalla comunità ecclesiale tutti quegli atteggiamenti in contrasto con la solidarietà, il credente deve sapere accogliere e perdonare, perché sa che lui stesso viene incondizionatamente accolto e perdonato da Dio. Il perdono è un bene gratuito da condividere con tutti i fratelli.

 

  1. La Confessione deve stimolare la correzione fraterna

La Correzione fraterna ha un ruolo fondamentale, mira alla riconciliazione per l’edificazione della comunità. Nella Sacra Bibbia, troviamo spesso quest’espressione “gli uni gli altri”, indica il legame e la fratellanza che deve esserci tra le anime.

In alcuni passi del Vangelo leggiamo: gareggiare nello stimarsi a vicenda (Rm 12,10), curare i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri (Rm 12,16), accogliersi gli uni gli altri (Rm 15,7).

 

Infine è importante prima di entrare in confessionale, fare un buon discernimento e avere una buona contrizione dei propri peccati, recitando magari anche una preghiera adatta:

 

“Mio amato e buon Gesù, per le trafitture della Vostra Corona di Spine, per la luce purissima di cui questa Corona ora brilla in Cielo, illuminate la mia mente a riconoscere le mie colpe e a bene scrutare le profondità del mio cuore. Mostratemi a me stessa, Ve ne supplico, con tutti i miei difetti, con tutte le mie debolezze; datemi grazia di aprire interamente l’anima mia al vostro Ministro, affinché egli, vedendone le macchie, possa purificarla nel Sangue prezioso che sgorga dalle Vostre Santissime Piaghe e renderla candida e bella, oggetto di compiacenza al Vostro adorabile Cuore e di ammirazione per gli Angeli Santi”. (Qui si fa l’esame).

 Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna


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