Impariamo da Maria come vivere con gioia la quotidianità

Quando San Luca inizia a narrare la vita pubblica di Cristo, dice che “Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent’anni” (Lc 3,23).

Trent’anni. Quando Gesù ha iniziato ad attirare le folle con la sua parola e i suoi segni miracolosi, quelli che lo avevano conosciuto in precedenza rimanevano stupiti: “Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria?” (Mt 13,55).

Capite cosa significa? Per almeno trent’anni, la vita di Gesù ha avuto – con l’eccezione di qualche mese di esilio in Egitto – la normalità della vita quotidiana di rapporto familiare e lavoro propria di una famiglia modesta. Si vede che quando ha iniziato la sua vita pubblica Giuseppe era già morto, perché viene menzionato solo indirettamente, mentre la madre viene presentata come la persona conosciuta, Maria.

Rivolgiamo il nostro sguardo alla Vergine Madre. Passati gli eventi straordinari dei primi due anni dopo l’Annunciazione (cfr. Lc 1, 39.2, 52), la sua vita entra nella “routine” della madre di una piccola famiglia di Nazareth (Mt 2,23). Maria, insieme a Gesù e a Giuseppe, vede trascorrere i giorni con l’apparente monotonia di un calendario e di un orologio che non segnano mai eventi straordinari (tranne i due giorni e poco più di agonia quando Gesù, a dodici anni, resta nel Tempio).

Da dove traeva la sua gioia, in quella sequenza di giorni sempre uguali per quasi 30 anni? Dalla stessa fonte dalla quale traeva tutte le altre gioie: dall’amore!

Vale la pena di meditare su questo, perché oggi è molto frequente che le persone, prese dalle fantasie e dalle cose fuori dal comune, perdano le vere gioie quotidiane.

La “routine” quotidiana

La routine quotidiana può essere per chiunque un raccolto di ceneri o d’oro. Dipende da noi. Per Maria, ogni giorno era un raccolto di oro fino, un tesoro di gioia che quando andava a dormire le lasciava il sorriso sulle labbra.

Non costa niente pensare alle piccole gioie quotidiane della Madonna: la sua convivenza con Gesù e Giuseppe, la cura di suo Figlio, l’incanto nei confronti del figlio che cresceva “in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2, 52), le conversazioni intime alla fine della giornata, le risate cristalline dei giochi puri, le canzoni che animavano il lavoro, la ricerca dell’acqua nel pozzo, il fare il pane in casa, preparare il cibo, filare, tessere, cucire…

Con quanto affetto Maria deve aver tessuto la tunica senza cuciture del figlio che i soldati hanno poi tirato a sorte (Gv 19, 23-24)…

La routine quotidiana era per lei, come per noi, un tessuto di piccole cose, che in base alla rettitudine di intenzione possono formare uno arazzo di eroismo o di bassezza, di virtù o di peccati.


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