nadia-toffa-twitter

“Fiorire d’inverno” questo è il titolo del libro della Iena Nadia Toffa, colpita da un tumore più di un anno fa. Nadia è stata per molto tempo in convalescenza, ha seguito tutta la prassi (radio e chemio) che in questi casi è obbligatoria per combattere “il mostro” che continua a fare vittime nella vita degli uomini.

Nadia, pochi giorni fa, ha presentato sul suo profilo instagram la foto della copertina del suo libro, accompagnata da una lunga didascalia in cui, la iena, ha accostato il cancro alla parola dono. Da lì sono cominciate un bel pò di critiche verso questo suo paragone tra la malattia e il dono.

Molti sono stati i commenti negativi ricevuti, sui suoi profili social. Ne riporto uno:

“Vallo a dire a chi è morto di cancro che bel dono che ha ricevuto!!; la apostrofa qualcuno. Fai scrivere libri a chi ha qualcosa da dire che non siano stronzate ottimiste da strapazzo”.

Anche su facebook ho letto alcuni commenti mirati a questo libro della Toffa e la verità è anche che molti cattolici non le “perdonano” il fatto di essere stata poco carina per più di una volta, nei confronti della Chiesa e di questioni che riguardavano proprio i valori della famiglia.

Ma certo, questo non deve essere una condanna perchè nella vita si può sempre cambiare ma leggendo qualche stralcio del suo libro, è facile intuire che manca un’interlocutore. Il dono dovrebbe essere dato da qualcuno o comunque dovrebbe essere “permesso” da qualcuno.

E’ chiaro che la sofferenza viene permessa ma non viene donata da Dio ed in queste sue pagine manca proprio il donatore cioè Dio.

Io spero che Nadia Toffa possa attraverso questa sofferenza che lei chiama “dono” incontrarsi con il Padre Celeste ed in qualche modo riconciliarsi con Lui, solo così questo dono, diventerà veramente un dono!

Rita Sberna

 

 


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here