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Non è facile seguire queste fasi che il sacerdote consiglia ma aiuta a rendere l’uomo libero.

 Il perdono è una delle virtù che contraddistingue un cristiano, d’altronde Gesù sulla Croce ha “perdonato” coloro che lo hanno ucciso e deriso, flagellato e crocifisso. Secondo un sacerdote esorcista, Jim Blount, esistono delle realtà spirituali in grado di bloccare questa virtù.

A volte c’è proprio un’assenza di desiderio nel voler perdonare oppure il desiderio è a metà. Questo anche può derivare dal contesto familiare, ed in questi casi bisogna chiedere la grazia e l’aiuto per poterlo fare a Dio.

Secondo il sacerdote Blount, possiamo collaborare con Dio, a tal proposito raccomanda 4 fasi o meglio 4 tappe del perdono, per essere in grado di perdonarci in modo totale e santo.

  1. Volontà di perdonare

Il perdono inizia nel momento in cui volutamente decidiamo di perdonare. Il perdono quindi non è un sentimento ma è una vera e propria decisione perché aldilà dei sentimenti è la volontà che determina il perdono.

L’emozioni e i pensieri però ci aiutano a prendere le decisioni, e quando prendiamo la decisione di perdonare lo facciamo attraverso la grazia curativa di Gesù attuando ciò che recitiamo nella preghiera del Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. 

  1. Benedire e non maledire i nostri persecutori

La seconda tappa è la benedizione per coloro che ci fanno del male. I veri cristiani fanno ciò che Gesù raccomanda nel Vangelo: rispondono alle maledizioni con le benedizioni.

Le parole hanno un peso e anche coloro che pronunciano frasi di maledizione verso qualcuno, possono fare veramente danno e questo è diabolico. Per questo un genitore, un insegnate e chiunque sta in una posizione superiore, deve usare la bocca soltanto per benedire.

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L’odio e la rabbia che vi è radicata in noi, va via soltanto con un vero atto di benedizione.

Benedire qualcuno significa che desideriamo tutto il bene che Dio gli augura. Dobbiamo chiedere a Dio di guarire il cuore di chi ci ha ferito e di benedire la sua vita. Già da questa seconda tappa, inizia a scorrere nella nostra anima il vero perdono.

  1. Bisogna ringraziare

E’ un passo più difficile perché richiede il fatto di iniziare a pensare come i santi.

Nonostante le ferite subite è in questa tappa che iniziamo ad incontrare Gesù Cristo.

Dio è l’autore di tutte le cose buone nella nostra vita ma può anche permettere che qualcuno ci ferisca, proprio per farci prendere consapevolezza che dobbiamo essere umili e soltanto a Lui dobbiamo rendere conto.

 

  1. Lodare Dio

L’ultima tappa del perdono è riservata a lodare Dio, ringraziandolo ed esaltandolo per tutto ciò che ci ha donato riconoscendo che solo Dio è il medico della nostra vita in grado di intervenire sulla sofferenza e il peccato.

Una preghiera molto bella consigliata dal sacerdote per lodare Dio è la seguente: “Ti lodo, Signore, e Ti glorifico per il tuo disegno celeste che mi sta salvando e mi sta portando alla gioia perfetta”.

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna

 


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