pagina facebook Alex Zanardi

Alex  Zanardi in seguito ad un brutto incidente si trova in coma farmacologico. Zanardi è un ex pilota di Formula 1, è un modello per migliaia di persone disabili. Lo abbiamo imparato a conoscere nel tempo, soprattutto il suo altruismo e l’amore per la vita.

Nel 2013 è stato intervistato da “A Sua Immagine” dal giornalista Giulio Serri, in quell’occasione Zanardi, parlò della sua fede: “Dio è in noi e, guardandoci dentro, abbiamo la capacità di trovare ogni risposta, comprendendo cosa è giusto o sbagliato, senza dover necessariamente leggere un libro di religione o un codice di leggi”.

Nella vita di Zanardi c’è stato un momento in cui Dio si è fatto sentire in maniera particolare: “A quarantacinque giorni dall’incidente (nel settembre del 2001, a causa di un grave scontro in pista che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe), appena dimesso dall’ospedale di Berlino, mia moglie fu ricoverata d’urgenza per un’ernia e la notte mi ritrovai da solo in casa con mio figlio che urlava per una grave otite. Stavo per arrendermi e mi sono rivolto al Signore, chiedendo aiuto per superare quella prova: subito il bimbo si è addormentato e il giorno dopo Daniela fu operata con successo!”.

“Sono una persona che ama sorridere nonostante quello che può essere l’immaginario collettivo. E poi ho una filosofia di vita: non importa dove tu sia, cosa tu stia facendo e quali siano gli obiettivi che ti sei posto. L’importante è che tu sia consapevole che il giorno seguente hai la possibilità di fare qualche cosa in più, di migliorarti. Sempre. Qualcuno ha bisogno di spinte e la religione può rappresentare questo. Da parte mia ho sempre pensato che Dio avesse problemi ben più grandi di cui occuparsi che non Alex Zanardi… se ho una protesi mal funzionante, non chiedo all’Altissimo di aiutarmi: vado da un ortopedico o prendo una chiave e cerco di aggiustarmela da solo. Naturalmente, rispetto chi, alzando gli occhi al cielo e chiedendo aiuto, trova la motivazione per fare certe cose; ma questo non è il mio atteggiamento abituale”.

Concluse quell’intervista dicendo: “se il Signore un giorno mi dicesse ‘Bravo, hai lavorato bene, voglio esaudire un tuo desiderio’, io lo riserverei per mio figlio, ma non per dargli chissà quale grazia, quanto per renderlo capace di rispettare sempre il prossimo. Occorre cercare di fare sempre le cose nel modo giusto, senza scorciatoie e senza inganni. Così si può trarre la massima soddisfazione, anche a livello personale. Come padre, poi, sono imperfetto. Niccolò resta la mia vera gioia”.

Auguriamo a Zanardi una veloce ripresa e che la sua fede possa continuare a crescere.

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