Sfruttiamo questo stop! Sfruttiamo questo tempo di blocco, per riflettere, per guardarci dentro, per fermarci e capire dove la nostra vita sta andando, quali sono i punti fermi, chi siamo e cosa vogliamo. Forse Dio dall’alto si aspetta questo da noi: troppo facile pregarlo in momenti come questo, magari si pregasse … il fatto è che l’uomo nemmeno in momenti di grande difficoltà va alla fonte della salvezza ma continua a perdere tempo … e il tempo passa nel frattempo e non torna più.

In questo periodo di grande prova, vedo due atteggiamenti “umani”: il primo è l’atteggiamento di chi vive tutto questo con paura e timore, paura del virus, paura di ammalarsi, paura della morte di se stesso e dei suoi cari. Dovremmo ricordarci proprio adesso che non dobbiamo avere paura di chi uccide la carne ma di chi uccide lo spirito … dovremmo convertirci all’amore perchè non sappiamo quando sarà il giorno e l’ora.

Il secondo atteggiamento è quello di chi ridicolizza tutto, fa sarcasmo, gira link e vignette, video comici basati su una situazione che è tutt’altro che comica. Forse perchè si ha la grazia di vedere tutto proiettato da lontano e si pensa “non mi appartiene, è capitato agli altri, posso ridere”. Ma se toccase a te o a un tuo familiare, avresti la stessa voglia che hai adesso di fare sarcasmo? Io penso proprio di no. Allora facciamo i seri, e questo non significa non ridere, non essere per un attimo leggeri con la mente … significa prendere sul serio la situazione, stare vicino a chi soffre con la preghiera (per chi crede) con il pensiero (per chi non crede) ma fare sarcasmo, questo no!

Aggiungo un terzo particolare che in questo periodo mi ha molto disturbata: l’inno di Mameli dai balconi! Vi prego, per sentirci uniti non possiamo dire che è la canzoncina dell’Italia cantata dal balcone di casa che ci unisce a chi soffre …. Riflettiamo, facciamo una revisione, ognuno è chiamato a farla per se stesso. E quando tutto questo finirà, non limitiamoci ad abbracciarci… ringraziamo Dio per questo tempo che ci ha concesso.

Ringraziamo e preghiamo …

Rita Sberna


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