I miracoli tra i piccoli ammalati di tumore visti da don Santo

All’ospedale Sant’Orsola di Bologna, in particolare nei reparti di pediatria e ostetricia, un giovane cappellano trentenne, Don Santo, dialoga ogni giorno con le famiglie dei bambini malati o malformati.

«Davanti al dolore innocente – dice don Santo Merlini – le domande di senso si fanno più forti. Spesso mi sento dire: “Se Dio esistesse, nostro figlio non sarebbe passato attraverso questa malattia”. Oppure: “Perché proprio a mio figlio e non a uno più cattivo?”. O ancora: “Perché Dio ci ha dato un figlio per poi togliercelo?”» (Tempi.it, 24 agosto).

Questo è un pò quello che succede a molti di noi, quando ci troviamo a vivere un disegno di vita, incomprensibile ai nostri occhi e per la nostra mente umana … soprattutto quando a soffrire sono anime innocenti come i bambini, per un genitore è inconcepibile!

Don Santo è della Fraternità dei missionari di San Carlo Borromeo, in base alla sua esperienza negli ospedali ha detto che è facendo compagnia a queste persone che è possibile scoprire insieme quello che Dio sta chiedendo loro attraverso la prova. Io so che Dio ha sempre un progetto positivo: non so perché proprio quel bambino, non so perché quella malattia, ma a causa della mia fede so che è per un bene. E quando le famiglie si aprono e mi danno la possibilità di accompagnarle, a volte lo scopriamo assieme».

Fa l’esempio della famiglia di Sofia, una bambina vittima prima di un tumore al cervello e poi alla gamba. «All’inizio quando mi avvicinavo alla loro stanza, mi cacciavano via perché non volevano avere niente a che fare con un prete». Poi nel tempo, insieme hanno capito che «Dio non li aveva abbandonati, anzi, era vicino a loro durante la malattia. Così hanno scoperto il volto amorevole di Dio».


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here