Quando ci insegnarono i Dieci Comandamenti, imparammo che iniziavano con una affermazione: “Io sono il Signore Dio tuo”, cui seguiva il primo comandamento: “Non avrai altro Dio all’infuori di Me”. Nella premessa per la quale esiste un solo Dio, sono già presenti tutti gli orientamenti della fede, e con essi si può evincere cosa è loro contrario, cosa cioè ci porta a ritrovarci peccatori.

DUBBIO: nutrire consapevolmente o meno dubbi riguardo la Verità rivelata, significa annebbiare il proprio spirito impedendogli di scorgere Dio.
ERESIA: negare alcune verità che andrebbero accettate per fede
APOSTASIA: ripudio della fede in Dio
SCISMA: rifiuto dell’autorità papale o dell’istituzione ecclesiastica
SUPERSTIZIONE: un eccesso religioso può portare ad adorare i simboli del cattolicesimo piuttosto che l’essenza.
IDOLATRIA: l’unicità di Dio non va messa in discussione attribuendo priorità ad altri “dei” quali il denaro, il successo, il potere, ecc.
DIVINAZIONE: credere in Dio significa affidarsi a Lui. Pretendere che forme quali la chiromanzia, l’oroscopo, l’astrologia, ecc attribuiscono ad altro quella fiducia che dovremmo riporre solo nella Provvidenza Divina.
TENTARE DIO: mettere alla prova Dio rivela una mancanza di fiducia nella sua Misericordia, e pertanto una mancanza di rispetto che invece Gli è dovuto.
SACRILEGIO: l’atto di profanare oggetti o luoghi sacri. Particolarmente grave quello nei confronti dell’Eucaristia, che è da intendersi contro il Corpo ed il Sangue di Cristo.
SIMONIA: trarre profitto economico dalla religione cattolica è un grave atto di “appropriazione indebita”: tutto quanto concerne Dio, è di Dio.

Fonte Cristianità.it


2 COMMENTS

  1. ovviamente può peccare anche il clero , questo è ancora più grave per la chiesa, portare una macchia nella direzione spirituale , di chi è la chiesa del clero dei credenti di DIO?

  2. Quello che è il primo comandamento non è facile da liquidare in due parole.
    Vediamo come lo riporta il testo biblico:

    Esodo – 20

    1 locutus quoque est Dominus cunctos sermones hos
    2 ego sum Dominus Deus tuus qui eduxi te de terra Aegypti de domo servitutis
    3 non habebis deos alienos coram me
    4 non facies tibi sculptile neque omnem similitudinem quae est in caelo desuper et quae in terra deorsum nec eorum quae sunt in aquis sub terra
    5 non adorabis ea neque coles ego sum Dominus Deus tuus fortis zelotes visitans iniquitatem patrum in filiis in tertiam et quartam generationem eorum qui oderunt me
    6 et faciens misericordiam in milia his qui diligunt me et custodiunt praecepta mea

    [1]Dio allora pronunciò tutte queste parole:
    [2] «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù:
    [3]non avrai altri dei di fronte a me.
    [4]Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.
    [5]Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano,
    [6]ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.

    Tutti i comandamenti (espressi come ‘parole, comandi’ da Dio) sono compresi fino al versetto 17 compreso del capitolo 20 dell’Esodo.
    Il primo è il comandamento dell’albero genealogico.
    Innanzitutto bisogna vederci: ossia bisogna vedere Dio, altrimenti non sei colpevole o non più di tanto almeno (peccato veniale).
    Poi occorre costantemente far riferimento al Signore Dio che ti ha creato (se è quello giusto: altrimenti bisogna ricorrere all’esorcista o ti accontenti di altri piazzamenti nel mondo).
    Sottolineo la necessità del richiamo costante a Dio che è Padre, come faceva Gesù.
    Probabilmente se Gesù si fosse sposato non avrebbe potuto portare a termine la sua missione redentrice. E’ il problema di una vita costantemente offerta nell’amore o nella sofferenza che salva.
    Bene.
    Dio si lega al dito le cose (zelotes): questa cosa è molto importante, perché solo Gesù rappresenta la Misericordia nella prima venuta (ma non nella seconda) così come Maria sua Madre è l’Amore.
    Un peccato di un antenato, purtroppo, si scrive nel DNA come comportamento e questa cosa è molto grave perché si riflette sui figli e solo Dio può correggerla: più esattamente Gesù Crocifisso grondante di sangue.
    I figli infatti vivranno un inferno per un peccato non redento e non perdonato dei propri genitori; e ringraziando Dio, ‘solo’ per 3 o 4 generazioni.
    Ma pensate che bella cosa poter godere della benedizione di Dio per mille generazioni! Vuol dire partecipare alla Provvidenza che ti soccorre sempre.
    L’elenco riportato nell’articolo è esaustivo per una prima confessione anche se le motivazioni dovrebbero esser meglio dettagliate.

    PS: scusa Rita se lo chiedo, ma quando c’è scritto che l’intervento “is awaiting moderation” vuol dire che non sei sicura che puoi pubblicarlo o che non l’hai ancora letto o che è stato semplicemente cassato e non puoi cancellarlo o che lo vede solo chi l’ha scritto? Grazie per il chiarimento.

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