Riportiamo una testimonianza riferita dal sacerdote portoghese padre Duarte Sousa Lara, del ministero degli esorcismi.

Sappiamo che Satana e i suoi demoni esercitano un’influenza in tutti i campi dell’azione umana con l’obiettivo di far perdere le anime. Non è diverso nel mondo artistico e musicale, che possono essere utilizzati per il male.

In Europa e in tutto il mondo esistono festival musicali che durano ore e sono pieni di droghe, sesso, violenza e varie forme di comportamenti disordinati.

Il ragazzo di cui parliamo era un abile tecnico dell’illuminazione che era stato cercato dagli organizzatori di un festival di musica tecno, che in genere riunisce 20.000 giovani per un evento che dura 11 ore. Il denaro era molto e non era un problema. Chiedeva quello che voleva e veniva pagato. Aveva montato il sistema di illuminazione di vari eventi dello stesso organizzatore.

Era di famiglia cattolica. Come succede spesso, tuttavia, nell’adolescenza si era allontanato dalla fede e aveva percorso altre vie, anche se dice di non aver mai allontanato Dio dal proprio cuore.

Iniziò a capire che in quegli eventi c’era qualcosa di sbagliato. L’uomo che lo aveva contrattato controllava la consolle dell’illuminazione e proiettava immagini strane e inquietanti. Il ragazzo si fece coraggio e decise di interrogarlo sui suoi obiettivi. Sorridendo, l’uomo proiettava le immagini e indicava i giovani, di modo che il nostro uomo potesse collegare il comportamento delle persone a ciò che veniva proiettato. All’improvviso capì tutto. Iniziò a chiedere a Dio di uscire da lì, ma non era possibile. Il velo cadde: era circondato da demoni.

In quel momento venne invitato ad assumere il controllo dell’apparecchiatura di illuminazione e a fare egli stesso le proiezioni. Volevano iniziarlo al satanismo. Non voleva, ma non c’era via di fuga. Con il cuore che gridava a Dio, assunse il controllo delle luci e azionò un meccanismo che invase l’ambiente di una luce verde. Poi ci fu un’esplosione: tutto lo stadio rimase al buio e scoppiò il caos.

Intravide l’opportunità di fuggire, ma all’oscuro, circondato da satanisti e guardie di sicurezza, era praticamente impossibile. Iniziò comunque a cercare l’uscita. Fu allora che, ha raccontato con le lacrime agli occhi, percepì la presenza di due ragazzi: uno si mise davanti a lui e uno dietro, e camminando a ritmo di marcia lo condussero all’uscita dello stadio. Nel momento in cui uscì scomparvero: angeli!

Piangendo corse alla macchina, ma percepì un’altra presenza, si fermò e guardò dietro di sé. Era San Michele Arcangelo, che iniziò a interrogarlo:

“Ami Dio?”.
“Sì”.

“Rinunci a Satana?”
“Sì”.

“Va’”.

Si voltò nuovamente verso la macchina, ma sentì Dio dire al suo cuore che non doveva usarla. Avrebbe dovuto tornare a casa utilizzando un altro mezzo di trasporto. Usò la metropolitana, andò alla stazione ferroviaria e viaggiò per ore verso casa.

Tornò nella Santa Chiesa Cattolica. Oggi è un regista cattolico e offre la sua testimonianza di tutto ciò che ha vissuto negli ultimi 15 anni.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti Fonte. Aleteia


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