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E’ morto oggi, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, giornata di commemorazione dei defunti, il grande maestro Gigi Proietti, che da piccolo voleva farsi prete.

E’ morto in una clinica di Roma, per un grave scompenso cardiaco. La sua carriera è stata lunga oltre 50 anni tra teatro e cinema. Una recitazione mai volgare, una passione per la musica sin da giovane è stato un grande artista a 360°.

In questi 50 anni, parecchie volte ha interpretato ruoli che lo facevano confrontare con personalità sante come quando interpretò san Filippo Neri, nello sceneggiato “Preferisco il Paradiso” andato in onda in Rai nel 2010. Oppure quando interpretò il cardinale Romeo Colombo, capo della polizia pontificia nella Roma del 1867, porporato emblematico, fedelissimo a Pio IX nel film L’ultimo papa re.

In un’intervista di “A Sua Immagine” del 2014 disse: «Mi intriga conoscere i loro dissidi, le loro vicissitudini che li hanno portati all’onore degli altari» e poi disse: «in quest’ultimo periodo sono incuriosito dalla figura di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti: lo trovo un uomo stimolante sotto vari aspetti». 

Si definiva un peccatore e sul suo rapporto con Dio una volte disse: «A questa domanda potrei rispondere per giorni. È evidente che facendo questi film sono venute fuori un po’ di cose passate e legate alla mia vita: il ricordo è quello dell’oratorio, poi ci sono stati gli allontanamenti, gli scismi come capita ad alcuni. Continuo a pensare che Gesù Cristo sia stata la figura più rivoluzionaria della storia. Diciamo che negli ultimi anni si sono intensificate in me delle domande, penso più spesso al trascendente, sarà l’età che avanza?».

E su Dio diceva: Credo che evangelicamente lo si possa trovare sempre dalla parte di coloro che sono gli ultimi, poveri, deboli ed indifesi. Ma non proverei mai a definirlo, per carità di Dio».

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Una volta il grande Proietti a teatro, pronunciò una preghiera un pò ironica: «Signore preservami dai contenuti, salvami dal significato, fulminami all’istante qualora fossi preso dalla tentazione del messaggio».


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