Francesco Vaiasuso

Per medici e psichiatri la possessione demoniaca è frutto di patologie mentali quali schizofrenia, isteria, mania, psicosi. E nel 29% dei casi in cui una persona affermava di identificarsi in un demone, è stato diagnosticato un disturbo di personalità multipla, o disturbi dissociativi.

Come valutare allora la sconvolgente esperienza narrata nel libro del vaticanista Paolo Rodari La mia possessione – Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni (Piemme) che racconta la storia di un gallerista di Alcamo (Trapani), Francesco Vaiasuso, 40 anni, a suo dire letteralmente invaso dal Maligno?

La storia di Vaiasuso è complessa. Fino a 31 anni Francesco aveva vissuto un’esistenza sostanzialmente normale, a parte una serie di disturbi di cui non veniva identificata la causa. «Spesso il male si nasconde dietro la malattia. Dall’età di 4 anni soffrivo di varie patologie, che spaziavano da strane forme di asma a fastidiose otiti, da disturbi della pelle fino a gravi costipazioni intestinali», racconta Vaiasuso. «Nel maggio 2002 un gesuita, amico di un famoso esorcista, padre Matteo La Grua, mi consigliò un ritiro spirituale e di provare una preghiera di liberazione. Iniziai così gli esorcismi. Padre La Grua vide che in me c’era il demonio. Si manifestava attraverso la mia voce». Francesco Vaiasuso non immaginava neanche lontanamente quale realtà avesse preso possesso del suo corpo. L’esorcismo fa venire allo scoperto Satana. E ben 27 legioni di demoni. Per Francesco è l’inizio di una quotidiana lotta contro le forze delle tenebre, per riuscire a liberarsi dagli spiriti demoniaci che finalmente erano usciti allo scoperto, dopo avere segretamente condizionato la sua esistenza per lunghissimi anni. «Tutto ha avuto origine da una messa nera e da un rito di consacrazione a Satana che Francesco ha subito quando aveva appena 4 anni», racconta il vaticanista Paolo Rodari. «A praticare il rito demoniaco fu un’amica di famiglia che riteneva di aver vissuto un torto, di essere stata sposata contro la sua volontà».

Per Francesco da allora comincia un calvario, fino alla scoperta, nel 2002, appena sposato, di essere oggetto di una possessione demoniaca. «Padre Matteo La Grua, che ora è morto, era già molto anziano quando lo conobbi. Fui quindi affidato da lui a un altro esorcista, fra Benigno (al secolo il francescano Calogero Palilla, ndr), che mi ha seguito per cinque anni, due volte la settimana, fino al 2007. Sono stati anni terribili, di intensa sofferenza fisica e morale». Vaiasuso racconta di aver vissuto situazioni peggiori di quelle del film L’Esorcista: «Succedeva di molto peggio, durante gli esorcismi: a volte il mio corpo toccava terra solo con la nuca, il resto era per aria, sollevato da una forza terribile. Altre volte il demonio parlava attraverso di me e diceva “Io sono il serpente” e il mio corpo si muoveva come quello di un serpente. In altre situazioni la voce di Satana mi diceva “buttati dal balcone, falla finita”». A rendere più terribile questa esperienza il fatto che il gallerista – evento considerato rarissimo – era cosciente di quel che gli accadeva, non era dunque in trance, come accade in questi casi. «I posseduti non raccontano mai la loro esperienza, non ricordano. Francesco vedeva invece i demoni», spiega Rodari. Vaiasuso durante i cinque anni di esorcismi incontrò anche il vescovo di Isernia, Andrea Gemma, anch’egli esorcista, che lo incitò a proseguire nel suo percorso.

Creatore di odio e violenza. Ma cosa diceva Satana quando parlava attraverso di lui? Vaiasuso trasmette un messaggio a suo modo importante. «Il demonio mi diceva “Io sono il principe di questo mondo, io gestisco i soldi, il potere, il sesso, la droga”». Attraverso queste parole Francesco ha compreso la vera natura del Male, il senso del “patto col diavolo” di faustiana memoria: «Satana mi ripeteva: “Sono io l’artefice del denaro sporco, creato con l’inganno e il crimine; sono io ad aver creato l’odio, la violenza”. La grande verità che ho appreso è che Satana può penetrare in ognuno di noi, se lo facciamo entrare». Dopo oltre 500 incontri di preghiera, Francesco è giunto alla completa liberazione. E ha ripreso una vita normale con la moglie, curando la galleria d’arte della famiglia ad Alcamo. Oggi sono in molti a volerlo incontrare e il gallerista sta persino creando un sito internet, francescovaiasuso. com, il cui suffisso solleva qualche perplessità. Riguardo alle prevedibili accuse di aver inventato questa storia per spingere la sua attività, l’esorcizzato risponde: «Non lo faccio per i soldi e coi libri non si diventa ricchi».


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