Non è semplice non giudicare gli altri ma esistono delle tecniche che possono aiutarci a farlo.

 Gesù ci chiede di non giudicare il fratello e di togliere prima la trave che è nel nostro occhio perché un cieco non può fare da guida ad un altro cieco. Eppure spesso capita di giudicare i nostri fratelli ma anche San Giacomo ci dice: “Chi ti credi di essere, giudicando il tuo prossimo? “(Gc 4, 12).

Giudicando gli altri ci sentiamo più sicuri di noi stessi ma non è così! Sappiamo bene che l’unico giudice giusto che esamina la persona e le situazioni alla perfezione è soltanto Dio perché Lui ha la capacità di vedere oltre e di leggere soprattutto le intenzioni del cuore.

Gesù nel Vangelo parla chiaramente del giudizio: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati, poiché con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello? E la trave che è nel tuo, non la noti?” (Mt 7, 1-4)

Dobbiamo avere un atteggiamento interiore pieno di bontà nei confronti di chi sbaglia. La misericordia sta alla base di tutto: “Il giudizio è senza misericordia per coloro che non hanno mostrato misericordia” (Gc 2, 13).

Ovviamente Gesù non ci chiede soltanto di non giudicare ma anche di correggere fraternamente il fratello che sbaglia: “Se tuo fratello ha commesso un peccato, va a parlargli da solo faccia a faccia e mostragli la sua colpa” (Mt 18, 15).

Cosa fare per non giudicare gli altri

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Prima di giudicare gli altri dovremmo essere in grado di guardare in faccia il nostro peccato “Scagli la prima pietra chi è senza peccato” disse Gesù quando volevano lapidare la donna. Guardare il nostro peccato in faccia, ci porta a volere e a desiderare la misericordia di Dio, la stessa misericordia che noi dobbiamo inoltrare agli altri quando sbagliano.

Allora come possiamo smettere di giudicare i nostri fratelli che sbagliano? Innanzitutto affidando questo nostro desiderio al Signore (come tutti gli altri del resto). Poi bisogna capire cosa ci porta a giudicare gli altri: sicuramente la rabbia, il risentimento, la gelosia … allora ad ogni sentimento negativo bisogna sostituire con atti di misericordia, una parola gentile, una preghiera, un passo verso il perdono.

Lo Spirito Santo ci aiuterà a distinguere il peccato dal peccatore, il bene dal male e così eviteremo di giudicare le persone ma soltanto le situazioni.

Possiamo farcela, chiedendo questa grazia al Signore che sicuramente ce la concederà per il bene nostro e di chi ci sta accanto.

 Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna


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