Doveva diventare una sacerdotessa di satana. Per 40 anni posseduta!

Doveva diventare una sacerdotessa di Satana, ma l’esorcismo l’ha salvata.

Sabrina, 46 anni, non vuole rivelare il suo cognome perché ha paura di essere perseguitata dai satanisti. La sua, a partire dalla tenerissima età, è stata una vita difficile, a tratti impossibile, segnata da molestie, abusi ed alcol. Solo la preghiera le ha permesso di capire che Satana si era impadronito di lei. Poco meno di un migliaio di persone sotto il tendone della XXVI edizione del Meeting internazionale di San Martino, la donna ha dato testimonianza, originaria del Veronese che cinque anni fa ha rivisto la luce.

IL RACCONTO. La messa delle 10, con solo posti in piedi è appena terminata e qualcuno fa per uscire dal palatenda allestito in località Martarei. Dal palco-altare, però, una voce annuncia la testimonianza di Sabrina «posseduta per 40 anni dal demonio» e in molti tornano a sedersi. Da lì, iniziano 45 minuti di un racconto crudo, senza omissioni, che tiene i fedeli in completo silenzio. «I primi ricordi, quando ero bambina, sono terribili: vedevo occhi rossi nel buio e cose terribili. Non riuscivo e spiegarmelo. Non riuscivo a parlare per raccontare cosa mi succedesse e nemmeno a camminare. A sette anni, sono arrivate le prime molestie sessuali; poi un vero e proprio stupro. Oltre allo choc, sentivo di aver perso la dignità. È stato allora che, nonostante mi facesse schifo l’alcol, ho iniziato ad ubriacarmi. Provavo rabbia verso di me e verso gli altri. Sono stata chiusa in casa per due anni a piangere, perché sentivo di aver perso la cosa più importante per me: la verginità».

GLI ESORCISIMI. Solo durante gli esorcismi, il demonio avrebbe rivelato a Sabrina che era stata consacrata a Satana quando ancora era nel grembo della madre: «Da bambina ero sempre malata – prosegue, dovendo spesso interrompersi dopo aver rievocato episodi che l’hanno toccata nel profondo -. Ho rischiato di morire diverse volte ed ero costantemente perseguitata. Soprattutto nelle ore notturne». L’anno più critico è stato il 1995. «Spesso mi mancava il respiro, tanto che ero costretta ad essere trattata con l’ossigeno, parlavo diverse lingue tra cui l’aramaico e poi rimanevo muta. Sentivo di essere abusata sessualmente pur essendo sola e il mio corpo rimaneva rigido, per poi prodursi in contorsionismi.


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