Ecco Don Amorth cosa diceva sui veggenti di Medjugorje

Da un po’ di tempo se ne parla . Qualche punto fisso.
I sei simpatici ragazzi di Medjugorje sono cresciuti. Avevano dagli 11 ai 17 anni; ora ne hanno dieci in più. Erano poveri, sconosciuti, perseguitati dalla polizia e guardati con sospetto dalle autorità ecclesiastiche. Ora le cose sono molto cambìate. Le prime due veggenti, Ivanka e Mirjana, si sono sposate, lasciando dietro a sè qualche delusione; gli altri sono più o meno chiacchierati, tranne Vicka che sa cavarsela sempre col suo sorriso disarmante. Nel n° 84 di “Eco”, René Laurentin ha posto in evidenza i rischi che stanno ora correndo questi “ragazzi della Madonna”. Passati a un ruolo di protagonismo, fotografati e richiesti come dei divi, vengono invitati all’estero, ospitati in alberghi di lusso e ricoperti di doni. Da poveri e sconosciuti, si vedono al centro dell’attenzione, guardati da ammiratori e da innamorati. Jakov ha lasciato il suo impieguccio nel botteghino parrocchiale perchè un’agenzia di viaggi lo ha assunto con uno stipendio triplo. E’ la tentazione delle vie facili e comode del mondo, così diverse dagli austeri messaggi della Vergine? Sarà bene guardarci chiaro, distinguendo ciò che è di interesse generale dai problemi personali.

1. Fin dall’inizio la Madonna disse che aveva scelto quei sei ragazzi perchè così aveva voluto e non perchè fossero migliori degli altri. Le apparizioni con pubblici messaggi, se autentiche, sono carismi concessi da Dio gratuitamente, per il bene del popolo di Dio. Non dipendono dalla santità delle persone prescelte. La Scrittura ci dice che Dio può servirsi anche… di un’asina (Numeri 22,30).

2. Quando P.Tomislav guidava i veggenti con mano ferma, nei primi anni, ci teneva a dire a noi pellegrini: “I ragazzi sono come gli altri, difettosi e soggetti a peccare. Ricorrono a me con fiducia e io cerco di guidarli spiritualmente al bene”. Talvolta accadeva che l’uno o l’altro piangesse durante le apparizioni: confessava poi di avere ricevuto un rimprovero dalla Madonna.
Sarebbe sciocco aspettarsi che siano diventati santi di colpo; e sarebbe fuorviante pretendere che quei ragazzi vivano da dieci anni in una continua tensione spirituale, quale i pellegrini sperimentano nei pochi giorni di permanenza a Medjugorje. E’ giusto che abbiano i loro svaghi, i loro riposi. Ancora più errato sarebbe aspettarsi da loro che entrino in un convento, come S.Bernardetta. Prima di tutto ci si può e ci si deve santificare in qualsiasi stato di vita. Poi ognuno è libero di scegliere I cinque bambini a cui apparve la Madonna a Beauraing (Belgio, nel 1933) si sono tutti sposati, con disappunto dei loro compaesani… La vita di Melania e Massimino, i due bambini a cui apparve la Madonna a La Salette (Francia, nel 1846) non si svolse certo in modo esaltante (Massimino è morto alcoolizzato). La vita dei veggenti non è facile.

3. Diciamo subito che la santificazione personle e un problema individuale, dal momento che il Signore ci ha dato il dono della libertà. Tutti siamo chiamati alla santità: se ci sembra che i veggenti di Medjugorje non siano abbastanza santi, incominciamo a meravigliarci di noi stessi. Certo, chi ha avuto più doni ha più responsabilità. Ma, ripetiamo, i carismi sono dati per gli altri, non per l’individuo; e non sono un segno di santità raggiunta. Il Vangelo ci dice che anche i taumaturghi possono andare all’inferno: “Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? Nel tuo nome, non abbiamo cacciato demoni e fatto molti prodigi?”“Via da me, operatori di iniquità” dirà loro Gesù (Matteo 7, 22—23). Questo è un problema personale.


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